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Meteo, conto salato per l'agricoltura

27/03/2018 | Agricoltura
Il maltempo della seconda metà di marzo costerà caro ai produttori

Il colpo di coda dell’inverno non passerà inosservato. Il clima pazzo reca una bolletta da oltre 680 milioni di euro di mancato fatturato per l’ortofrutta e si teme per la coda lunga dei suoi effetti. Già dagli inizi di febbraio si era fatta strada l’avanzata di un pericoloso spettro nelle campagne italiane: il fenomeno cosiddetto “Dzud”. Cioè freddo, gelate, neve alternate a pioggia. Il tutto dopo un autunno poco piovoso e temperature primaverili.

Un vero terremoto che mette a rischio il 40% della frutta primaverile come ciliegie e mandorle, e ha già danneggiato metà della produzione orticola (verza, cavoli, broccoli, carciofi, finocchi) da Nord a Sud.

Ciò che si era salvato dalle prime ondate di gelo di Burian è stato definitivamente rovinato dalle abbondanti piogge e dalla nuova ondata di freddo che sta flagellando ora anche gli oliveti. C’è inoltre apprensione per pescheti e vigneti che continuano a essere stressati oltremodo dopo un’estate torrida e gli ultimi due mesi di gelo e neve. Pesante il contraccolpo anche per il settore florovivaistico con il crollo di molte serre e i continui sbalzi della colonnina di mercurio che ha portato a danneggiare il 25% della produzione nazionale.

Apprensione per la coda di questa perturbazione anomala che durerà ancora alcuni giorni con una Pasqua che rischia di essere senza fragole e senza asparago.

photo credit to padovaoggi.it