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Macchia nera, produttori europei contro Bruxelles

20/04/2016 | Oltrefrontiera
La UE istituisce controlli più severi ma il Copa Cogeca le contesta

I paesi europei hanno deciso di sostenere con forza, e a larga maggioranza, la proposta della Commissione europea per rendere più serrati i controlli sulla presenza del fungo (nome scientifico phyllosticta criticarpa) che causa la macchia nera degli agrumi, nelle derrate importate da paesi extra UE. Il caso più eclatante era stato, qualche mese fa, quello relativo agli agrumi provenienti dal Sudafrica.

Tuttavia, le nuove misure non convincono il Copa - Cogeca, che accusa l'UE di indebolire i controlli mentre le rilevazioni per la fitopatologia hanno raggiunto livelli record, con 70 casi dall'Uruguay, 15 dal Sudafrica, 17 dall'Argentina e 13 dal Brasile.

Da un lato, la Commissione europea può sostenere di aver esteso ad altri paesi fornitori le misure di controllo già rese più rigorose con il Brasile dal 2004 e con il Sudafrica dal 2014. La decisione approvata venerdì 15 aprile aggiorna la situazione sul Sudafrica ed estende i controlli agli agrumi provenienti dall'Uruguay.

Ma, ribatte il sindacato europeo dei produttori agricoli, dal nuovo testo sparisce il limite della quinta segnalazione come innesco di misure drastiche e definitive, come la chiusura delle frontiere. Una soglia che è nata come incentivo perché i paesi esportatori aumentino a loro volta i controlli.

Le verifiche, inoltre, diventano più deboli per gli agrumi destinati all'industria della trasformazione. Sempre secondo il Copa - Cogeca, la Commissione avrebbe inviato il testo della proposta alle delegazioni nazionali solo 3 giorni prima della riunione. Grecia e Spagna hanno votato contro, mentre Italia, Francia e Portogallo si sono astenute.

Photo credit to agrinotizie.com