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Londra, torna l'allarme sulle bevande a base di zucchero

15/07/2015 | Salute
In epoca di Expo, continua il dibattito sulla salubrità di alcuni alimenti; il caso delle bevande gassate.

Una tassa extra del 20% sulle bevande a base di zucchero, di solito gassate. Lo propone la British Medical Association (Bma) per limitarne il consumo, considerato uno dei fattori chiave della crescente diffusione dell'obesità, anche giovanile, problematica molto seria anche in Italia. E si ripropone, quindi, un serio interrogativo. Tassare o no il cibo che fa male? E' democratico o demagogico? Intanto l'impatto sulla salute dei cittadini (e di conseguenza sulle già esangui casse del servizio sanitario nazionale) si fa sentire, eccome. 

"Si tratta di un problema enorme, noi rischiamo di avere il 30% della popolazione britannica obesa entro il 2030 e questo si deve in larga parte al quantitativo di zuccheri che consumiamo senza rendercene conto", ha detto Shree Datta della Bma.

Più “politica" la posizione di Downing Street; la portavoce del premier David Cameron - che si è più volte opposto a una tassa extra su questo tipo di consumi - ha assicurato che l'esecutivo condivide "la preoccupazione", ma non ritiene esserci una singola "arma decisiva" per affrontarla.

Stando a un rapporto della stessa Bma, i problemi legati alle cattive abitudini alimentari costano al sistema sanitario nazionale britannico (Nhs) 6 miliardi di sterline all'anno e sono concause della morte prematura di ben 70.000 personeL'appello dei medici è rilanciato in prima pagina dal Daily Telegraph e ripreso con evidenza da altri giornali come l'Independent. Il Daily Mail gli dedica addirittura l'apertura.

photo credit to telegraph.co.uk