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In Lombardia ecco la “casa passiva” in muratura

24/01/2012 | Energia
Casa Striatto, uno splendido esempio di autarchia energetica. A Mariano Comense.

A metà tra caso esemplare e progetto pilota, Casa Striatto di Mariano Comense (Como) è uno tra i primi esempi di “case passive” in muratura realizzate in Lombardia, certificata dall’agenzia CasaClima di Bolzano.

La sfida di trovare soluzioni energeticamente efficienti che, allo stesso tempo, rendessero confortevole l’abitare, è stata, in questo caso, particolarmente stimolante, dato che non esistevano dati di riferimento pregressi relativi alla zona su cui basarsi. L’inizio della costruzione risale al 2009 e l’abitazione si sviluppa su tre piani.

Il piano terra ospita la cucina, il soggiorno, due bagni e una camera; il primo piano un soppalco, due camere e relativi servizi; il piano interrato, infine, è adibito ad autorimessa e a luogo di allocazione di impianti tecnologici. La disposizione dei singoli locali è stata studiata – grazie ad una simulazione dinamica del Politecnico di Milano – per sfruttare al meglio la luce solare.

In fase di progettazione, è stata operata una serie di scelte volte ad assicurare, da un lato, il massimo risparmio energetico e, dall’altro, l’adozione di soluzioni che potessero rendere l’edificio autonomo dal punto di vista della produzione di energia.

Per il riscaldamento dell’ambiente e dell’acqua vengono utilizzati pannelli solari; la stessa funzione – nei periodi particolarmente piovosi che non consentano di sfruttare l’irraggiamento solare – è svolta da una pompa di calore aria/acqua. L’acqua per i sanitari, l’irrigazione del giardino e il lavaggio delle auto viene invece ricavata dal recupero dei pluviali, raccolti e convogliati in apposite cisterne.

Parallelamente, per evitare le dispersioni di calore nell’edificio, da un lato è stato applicato un rivestimento a cappotto composto da spessi strati di polistirolo e, dall’altro, la casa è stata dotata di uno speciale sistema di aerazione che, a intervalli regolari, attraverso uno scambiatore a doppio flusso, espelle all’esterno l’aria viziata prelevandone di nuova dall’esterno, immessa poi già ad una temperatura di 15° grazie a uno scambiatore geotermico e al recupero dell’energia dell’aria espulsa.

Infine, il tetto è stato pensato con una struttura autoportante, scollegata dalla casa, per ripararla dall’irraggiamento e, contemporaneamente, avere a disposizione una grande superficie dove collocare gli impianti fotovoltaici e solari.

In questo contesto, grande importanza ha rivestito la scelta dei serramenti, fondamentali per assicurare il positivo bilancio energetico dell’edificio. La soluzione ideale è stata identificata in Varion4 di Internorm, uno dei modelli più performanti del maggiore produttore europeo di finestre.

Grazie alla sua struttura doppia, al triplo vetro di serie e alla presenza di gas isolante nel vetrocamera, infatti, Varion4 assicura un isolamento termico pari a UW=0,63 W/m2K. La scelta di preferire la versione con sistema oscurante integrato, inoltre, ha permesso di evitare il ponte termico generato dai cassonetti delle tapparelle, migliorando ulteriormente le prestazioni.

Per ciò che concerne l’energia elettrica, invece, questa sarà prodotta in autonomia grazie all’impianto fotovoltaico, il quale non solo è in grado di soddisfare il fabbisogno giornaliero, ma permette anche di ricevere un bonus per ogni kw/h prodotto. L’insieme di questi sistemi fa sì che l’edificio sia in grado di consumare solo 10 kilowatt ora per metro quadro all’anno, contro i 50/60 dei fabbricati che rispettano le ultime normative sul risparmio energetico.