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Lombardia: non si ferma la cementificazione

15/04/2013 | Realtà locali
Tra autostrade in progetto e cantieri aperti, nei prossimi anni rischiano di essere inaugurati oltre 500 chilometri di nuove autostrade.

“La Lombardia è oggi ostaggio della lobby autostradale: tra autostrade in progetto e cantieri aperti, nei prossimi anni rischiano di essere inaugurati oltre 500 chilometri di nuove autostrade e almeno altrettanti nastri di nuova viabilità complementare”.

E’ quanto denuncia Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia. “Tutto questo avviene in una regione che non ha mai sviluppato un piano regionale per la mobilità, non ha mai individuato le vere priorità per gli investimenti in infrastrutture stradali o ferroviarie, non ha mai indagato i flussi, le origini e le destinazioni che spingono milioni di lombardi a muoversi sul territorio regionale: le nuove autostrade non sono esito di percorsi trasparenti di decisione basati sull'analisi del bisogno, ma sono - tutte, senza eccezioni - il risultato delle incursioni di lobby organizzate, legate alle grandi costruzioni e ad intrecci immobiliari-finanziari – continua Di Simine.

“Non si spiegano diversamente progetti che sembrano non avere capo né coda, come la Broni-Mortara, la Brebemi o la Cremona-Mantova, o progetti giganteschi che devastano il territorio e differiscono la soluzione di problemi reali, come la Pedemontana o la Ipb, o addirittura aggravano problemi esistenti, come nel caso della Tem – incalza l’esponente di Legambiente.

“Le nuove arterie autostradali non servono ai cittadini, né alle imprese del territorio, ma sono una sottrazione di risorse economiche, negate ai bisogni primari di riorganizzazione della mobilità, ma anche ai fabbisogni contingenti di famiglie e imprese in un momento di particolare difficoltà, soprattutto per quanto riguarda l'accesso al credito – conclude Di Simine