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L'Italia non produce più mais

28/02/2018 | Agricoltura
Ne importiamo il 50% e il made in Italy ne risente molto

Prosegue la tendenza all’abbandono della produzione di mais in Italia, cosa che crea pericoli anche per le migliori produzioni di qualità del nostro territorio. La tendenza dura da un decennio e l’anno scorso ha fatto registrare un’annata caratterizzata da un’estate particolarmente calda e siccitosa, tanto che si stima un calo produttivo del 20% rispetto all’anno precedente; ma quel che preoccupa di più è l’abbandono delle superfici, e ora siamo a un deficit del 50% del nostro fabbisogno. E non basta, questo potrebbe diventare un problema serio per i grandi prodotti dop di origine animale, in particolare salumi e formaggi.

Ma perché si è arrivati a questo? Una criticità è il problema delle micotossine, contaminanti naturali prodotti dall’attività di muffe, che ha profondamente influenzato le filiere e i mercati del mais.

Come si inverte la tendenza? Questo cereale è la base per l’alimentazione di tutto il patrimonio zootecnico del Paese, imprescindibile per quasi tutte le produzioni Dop simbolo del made in Italy alimentare nel mondo che ne prevedono l’utilizzo per almeno il 50% sotto forma di mangime nei disciplinari di produzione; ormai siamo al limite, dato che l’importazione sfiora il 50% del nostro fabbisogno.

In realtà un contributo importante può venire dalla ricerca ma tutta la filiera produttiva deve essere impegnata a recuperare questa produzione.

Photo credit to cucinare.it