Beta version

Libri elettronici, raggiunto il 15% del mercato: le ricadute ambientali

16/04/2012 | Visioni
E book, nuovo trend sociale. Si risparmia inchiostro, carta e suolo. Ma c'è la questione smaltimento rifiuti elettronici.

Le vendite di testi elettronici – libri, giornali e riviste – sono aumentate del 164 per cento tra il 2009 e il 2010. Grazie soprattutto a Tablet e Kindle, il mercato della lettura elettronica è arrivato a conquistare il 15 per cento del totale.

Si prevede un 20 per cento alla fine del 2012. Era all’8 per cento nel 2010. Secondo previsioni, potrebbe addirittura arrivare al 75 per cento nel 2025. Un bene o un male per la lettura tradizionale? E per l’ambiente?

Secondo il National Geograpich, che ha dedicato all’argomento un proprio dossier, “i libri stampati utilizzano non soltanto la carta, ma anche enormi quantitativi di acqua ed energia. Naturalmente anche i lettori di e-book consumano risorse, ma rispetto alla stampa il totale della loro impronta ecologica è più basso”.

Secondo alcune stime, ma spinte soprattutto dalle aziende elettroniche, il rapporto sarebbe addirittura di 14 a 1. Al di là dei numeri, di certo oltre ai risparmi su carta, inchiostro e suolo (per i magazzini) c’è l’indubbio vantaggio di una riduzione dei trasporti. Resta un problema: la produzione di strumentazione elettronica per la lettura dei libri. Fatta con sostanze altamente inquinanti. Lo stesso National Geograpich riconosce centrale la questione del riciclo dei Tablet. Ci sono poi problemi non secondari, come il rischio della globalizzazione (e della omogeneizzazione) della letteratura e della cultura in genere, nonché della chiusura di tante librerie italiane, che lascerebbero campo libero alle ennesime multinazionali per lo più d’importazione americana.