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Libri: “L’orto delle fate” di Silvia Donini

17/06/2011 | Editoria
Decidere di dedicarsi all’esperienza di curare un orto significa stimolare ed esprimere la nostra creatività.

BOLOGNA - Decidere di dedicarsi all’esperienza di curare un orto non significa soltanto imparare cosa vuol dire partecipare ad vero e proprio processo produttivo, con i suoi tempi e le sue fatiche, ma anche stimolare ed esprimere la nostra creatività: siamo noi che sperimentiamo cosa e come piantare; è così che l’orto diventa il nostro personale “quadro”, una composizione unica.

E’ questo il messaggio che emerge dal libro “L’orto delle fate”, frutto della quinquennale esperienza di orto didattico condotta dall’autrice, Silvia Donini, dapprima sperimentatrice e, in seguito, docente su questo tema. “L’orto delle fate” si rivolge alla parte “leggera” e infantile degli adulti che desiderano occuparsi di un orto, ma anche ai genitori che vogliono fare attività creative assieme ai loro bambini e agli insegnanti che all’interno della scuola vogliano lavorare con la terra. Nella presentazione al volume il noto etologo Danilo Mainardi scrive, infatti: “… anche accudire un vegetale può regalarci molto. E’ un esperienza che può dare molto ad un bambino, tra l’altro farlo crescere meglio, insegnargli tante cose della vita”.

Ed un primo obiettivo che il libro punta a raggiungere è proprio quello di diffondere una cultura critica nei confronti del consumo alimentare attraverso la conoscenza di come la natura produce ciò che ci nutre, promuovendo un rinnovato rispetto per la natura. Spiega Syusy Blady nella sua prefazione al libro: “L’idea di un orto urbano è sì necessaria, ma va al di là della necessità di coltivarsi la propria insalata; è un’esigenza pratica ed estetica. In quest’ottica mi è piaciuto partecipare al progetto di Silvia, che con questo libro vuole far sì che l’esperienza di coltivare un orto sia sempre più esperienza condivisa e un invito a vivere la propria creatività, a usare la zappa ma anche l’anima e il cervello, il tutto ricordandoci che le fiabe quotidiane esistono e che possiamo diventare “fate”, o meglio “streghe buone” del nostro villaggio urbano, cominciando sotto casa”.

Il lavoro nell’orto, infatti, porta con sé molteplici contenuti simbolici e terapeutici: coltivare la terra aiuta a rafforzare la nostra identità e la propria autostima, oltre che la nostra creatività: da semplici consumatori, oggetti passivi delle logiche di mercato, diventiamo autori scegliamo in autonomia su cosa focalizzare le nostre energie per raccogliere alla fine il frutto del nostro lavoro.

“L’orto delle fate” non manca di curare gli aspetti concreti della cura dell’orto: è infatti anche un libro tecnicamente completo, pratico e semplice, grazie alla rubrica con la descrizione delle attività mese per mese e le schede colturali degli ortaggi e delle erbe aromatiche. Silvia Donini, pittrice e scultrice, da cinque anni insegna orto didattico ai bambini della scuola elementare Guarini di Ferrara, è anche insegnante presso l’Accademia di Belle Arti di Sassari.

“L’orto delle fate”, 206 pagine, euro 18, Edizioni Il Sole 24 Ore Ed agricole, Bologna, 2011.