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Legambiente contro “le opere” di Berlusconi: “Un miliardo e mezzo di euro buttati”

28/02/2013 | Ambiente
Le infrastrutture, necessarie per il Paese, sono state promesse e non realizzate. Con aggravio sulla spesa pubblica

Legambiente fa le pulci alla “Legge Obiettivo” lanciata nel 2001 dall'ex premier Berlusconi in televisione a “Porta a porta” con la celebre lavagna su cui veniva tracciato l’elenco delle grandi opere.

“Di questo elenco di opere – scrive l’associazione ambientalista - soltanto il 9% è stato realizzato (17 su 192), ma per tutte le altre l'iter va avanti e quindi continuano le spese, malgrado in molti casi sia evidente che non potranno mai essere realizzate”. Da allora – insiste Legambiente - tra studi, consulenze, commissari, società ad hoc, per progetti mai realizzati è andato in fumo un miliardo e mezzo di euro, una cifra equivalente a tre volte il bilancio del ministero dell'Ambiente. I dati sono contenuti nello studio “Chi ha visto la Legge Obiettivo?” promosso dalla stessa associazione ambientalista. “Il tema delle infrastrutture è incredibilmente scomparso dal dibattito politico dopo 10 anni durante i quali, attraverso la Legge Obiettivo, aveva preso il centro della scena – scrive Legambiente.

“Dalla campagna elettorale del 2001 il tema infrastrutturale nel nostro Paese è stato assoluto protagonista del dibattito politico - chi non ricorda Silvio Berlusconi a "Porta a porta" alla lavagna che disegna con il pennarello le grandi opere da realizzare -, e poi al centro di dibattiti e di provvedimenti come appunto la "Legge Obiettivo" (443/2001). Forse mai come in questi ultimi anni si è parlato tanto di infrastrutture in Italia e mai così in tanti hanno sottolineato il ruolo fondamentale che queste possono svolgere per recuperare i ritardi del Paese. Studi, ricerche, pubblicazioni hanno sviscerato ogni aspetto della situazione e sottolineato i costi pagati dal sistema delle imprese a causa dei ritardi nella realizzazione delle opere causati, si sosteneva, da localismi esasperati e dai veti ambientalisti. Incredibilmente, in questa campagna elettorale il tema è praticamente scomparso. Perfino nei programmi elettorali si trovano solo generiche indicazioni e promesse sul tema. Nel programma del Pdl si propongono ulteriori semplificazioni delle procedure (una nuova Legge Obiettivo), a partire da Ponte sullo Stretto e Tav Torino-Lione, e compare il progetto “adotta una infrastruttura” con la possibilità di detrarre il contributo. Per la Lega la priorità sono gli attraversamenti attraverso le Alpi e il federalismo completo per le infrastrutture. Nel programma del Pd la parola “Legge Obiettivo” non compare e neanche vengono citate opere in particolare, mentre appare la proposta di un piano delle 100 “piccole e medie (ma grandi) opere” immediatamente cantierabili, oltre a interventi per il trasporto pubblico. Nell’Agenda Monti si parla di liberalizzazioni e grandi opere. Il Movimento 5 Stelle, come Rivoluzione Civile, chiede il blocco del Ponte sullo Stretto e la Tav Torino-Lione e investimenti nella mobilità sostenibile. In sintesi, nessuno ne parla ma il crack della Legge Obiettivo sta assumendo aspetti realmente drammatici”