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Lazio, nuova legge sulla cooperazione internazionale

05/07/2019 | Normativa
La normativa sostituisce quella del 2000 e adegua la Regione al nuovo concetto di cooperazione

Approvata dal Consiglio regionale del Lazio la proposta di legge regionale n. 139 del 4 aprile 2019, concernente: "Interventi regionali per la cooperazione internazionale allo sviluppo sostenibile, la promozione di una cultura di pace e la diffusione dei diritti umani". Il testo, che ha ricevuto 28 voti favorevoli su 37 presenti, intende allineare l’assetto normativo della regione in materia alla legge nazionale n. 125 del 2014.

I grandi obiettivi della cooperazione internazionale nella nuova accezione introdotta da quella normativa, che ricalca i nuovi orientamenti emersi nella comunità internazionale negli ultimi anni, sono lo sradicamento della povertà, la riduzione delle disuguaglianze, l’affermazione dei diritti umani, la prevenzione dei conflitti, il sostegno ai processi di pacificazione.

Nel corso della seduta sono stati approvati vari emendamenti agli undici articoli della proposta di legge, tra i quali il nuovo articolo 5, che prevede l’ istituzione di un Osservatorio regionale sulla cooperazione allo sviluppo. All’articolo successivo, il 6, è previsto anche un sistema informativo regionale in ordine alle attività di cooperazione allo sviluppo promosse o compartecipate dalla regione. L’articolo 7 prevede poi la clausola valutativa per questa legge mentre l’articolo 10, sostituito con un subemendamento, stanzia la somma di 250 mila euro per ciascuna annualità 2020 e 2021, oltre a 100 mila euro per la realizzazione del sistema informativo e conferma le risorse già destinate alle finalità di questa legge dalla previgente legge regionale 19 del 2000 (che la nuova normativa all’articolo 9 abroga), rispettivamente di 200 mila euro per il corrente anno e di 100 mila per i prossimi due.

Con gli ordini del giorno approvati si impegna invece la Giunta affinché, nell’elaborare il programma annuale degli interventi e nella redazione delle relative procedure di evidenza pubblica, essa espliciti il divieto di ammissione ai finanziamenti a soggetti aventi finalità di lucro che non garantiscono la protezione della vita e della salute umana, la conservazione e la tutela delle specie animali e vegetali, dell’ambiente, del paesaggio e del patrimonio culturale (il primo), e includa esplicitamente interventi di sostegno anche alle reti di organizzazioni della società civile e di aiuto umanitario (il secondo odg).