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Lazio, acqua all'arsenico: il ministro Balduzzi sollecita la Polverini

09/01/2013 | Realtà locali
Ancora troppi metalli nelle acque pubbliche del Lazio. E non sono più concedibili decreti di deroga

Il ministro della Salute, Renato Balduzzi, in un colloquio con il governatore del Lazio, Renata Polverini, ha sollecitato la Regione Lazio ad adottare con urgenza ogni misura per far fronte ai disagi della popolazione in seguito all'emergenza che si è determinata in alcuni territori della Regione a causa delle concentrazioni nelle acque destinate al consumo umano di arsenico e/o di fluoro superiori ai limiti di cui al decreto legislativo 31/2001.

Il ministero della Salute informa che negli ultimi sei mesi ha più volte inviato la Regione ad occuparsi della vicenda in vista della scadenza dei provvedimenti di deroga, con note scritte che non hanno avuto una risposta pienamente rassicurante sulle iniziative intraprese. Il ministero della Salute, sulla base di un parere del Consiglio superiore della sanità del 19 dicembre scorso, ha sollecitato la Regione Lazio ad adottare gli interventi necessari affinché l'acqua distribuita risponda ai requisiti di conformità e ha richiamato l'attenzione circa l'obbligo di fornire alla popolazione interessata informazioni esaustive sull'acqua erogata, in particolare sulle limitazioni d'uso e sulle precauzioni da adottare per quella che supera i limiti imposti.

Il 20 dicembre ha ribadito alla Regione Lazio l'urgenza di adottare piani di emergenza per garantire la fornitura d'acqua alla popolazione dopo la scadenza degli ultimi provvedimenti di deroga concedibili in base alla normativa vigente. Il ministero ricorda che i provvedimenti di deroga, chiesti e ottenuti dalla Regione Lazio, da ultimo alla Commissione europea per tramite del ministero della Salute, prevedevano, come parte integrante della richiesta, un rigoroso cronoprogramma per il rientro delle acque nei parametri di conformità che non risulta pienamente realizzato alla data del 31 dicembre 2012.