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Latte: il Piemonte adotta l’indicizzazione per il prezzo

11/04/2011 | Realtà locali
Il Piemonte ha adottato l’indicizzazione sul prezzo del latte per la campagna lattiero-casearia 2011/2012.

TORINO - Il Piemonte ha adottato l’indicizzazione sul prezzo del latte per la campagna lattiero-casearia 2011/2012.

Il sistema di prezzo indicizzato, condiviso dai sindacati del settore, Copagri compresa e da buona parte del mondo industriale (Inalpi, Caseificio pugliese), si basa sull’osservazione di un paniere di 15 voci, equamente ripartito tra quotazioni di prodotti caseari sul mercato internazionale, nazionale e di prodotti costituenti costo di produzione per l’allevatore. Strumento oggettivo e tempestivo per la determinazione del prezzo del latte, l’accordo è stato fortemente voluto da parte della Regione Piemonte, assessorato all’Agricoltura, per far fronte all’elevata volatilità dei mercati nazionali ed internazionali da un lato, e con il fine di valorizzare il prodotto locale mediante un sano sviluppo della filiera dall’altro. Diversi i punti rilevanti dell’accordo quadro stipulato tra le parti: innanzitutto il prezzo del latte sarà definito secondo le modalità del sistema indicizzato a titoli (grasso e proteine, per il polverizzato, grasso e caseine, per la caseificazione ed eventuali altri parametri qualitativi in base alla destinazione del latte) e aggiornato mensilmente dall’Osservatorio latte di Cremona – Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza; una commissione paritetica appositamente costituita si riunirà periodicamente per monitorare il meccanismo di indicizzazione e definire modalità di indicizzazione di eventuali altri parametri qualitativi.

Sarà l’acquirente a farsi carico delle analisi per il latte, inoltre è prevista l’applicazione dei protocolli del programma regionale di monitoraggio della qualità del latte. Il prezzo del prodotto, calcolato sulla base dell’indice, è riferito ad un prodotto intero e genuino, refrigerato alla stalla a quattro gradi nel rispetto delle prescrizioni della normativa igienico-sanitaria nazionale e comunitaria, senza Iva, con modalità di pagamento non oltre i sessanta giorni dalla data di fatturazione e parametri di espressi in peso/volume. La quotazione ufficiale di riferimento a livello piemontese per la campagna lattiero-casearia 2011-2012 sarà, dunque, il prezzo del latte indicizzato sulla base dell’algoritmo studiato da In.Al.Pi. insieme alla cooperativa Compral-Latte e all’Università di Piacenza. Diventa così norma regionale un prezzo che è stato riconosciuto dalla regione stessa come equo-solidale nei confronti di tutte le categorie coinvolte.

All’accordo quadro, firmato dall’assessore regionale all’agricoltura Claudio Sacchetto, hanno aderito per la parte industriale In.Al.Pi. e il Caseificio Pugliese di Torino, mentre per la parte agricola vi hanno preso parte le organizzazioni agricole, compresa Copagri. La formula adottata riconosce il giusto ruolo a tutti gli attori della filiera: dall’allevatore, al trasformatore, all’utilizzatore finale ed è stata fortemente condivisa e voluta dall’assessore regionale all’Agricoltura. Il pagamento del latte sarà calcolato in base a parametri relativi ai costi di produzione, al prezzo al consumo dei prodotti lattiero-caseari sul mercato nazionale e internazionale, modulati in base alla destinazione del latte. Il meccanismo è già stato testato e ha dimostrato di funzionare: da quasi un anno lo utilizzano oltre cento allevatori che, con la cooperativa Compral latte, commercializzano oltre tremila quintali di latte al giorno. Tutti i fautori dell’accordo manifestano soddisfazione, poiché un meccanismo così rivoluzionario nel sistema del mercato del latte, ancorato spesso a situazioni che appartenevano al passato, viene così assunto ufficialmente dalla Regione Piemonte ed esteso a tutti gli attori economici del comparto lattiero-caseario, che credono nel prodotto regionale, tracciato e di sicura provenienza.

Ambrogio Invernizzi, presidente di In.Al.Pi., spiega: “Questo accordo è prova del fatto che il metodo per la determinazione di un prezzo indicizzato, ovvero collegato in termini oggettivi all’andamento di mercato, che abbiamo messo a punto grazie a uno studio dell’Università Cattolica di Piacenza, è un progetto innovativo e che ha avuto un’importante ricaduta sul sistema produttivo e industriale del comparto lattiero caseario, perché pone le basi per una reale collaborazione di filiera che vede tutti gli attori coinvolti nell’iniziativa con pari dignità”.

Autore: Pierino Vago