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La giornata nazionale degli alberi

21/11/2017 | Ambiente
Oggi gli alberi sono entrati nella quotidianità di milioni di persone

Se nell’antichità conoscere gli alberi e le loro proprietà era una questione di vita o di morte perché fornitori di cibo e riparo, oggi sono ritornati al centro della vita della vita di molte persone dettando numerose tendenze a livello mondiale. Basti pensare che su Instagram gli hashtag #tree e #trees da soli raccolgono oltre 72,6 milioni di immagini. E mentre spopolano le app che aiutano gli amanti del tree-watching a riconoscere le diverse specie, sempre più chef si dedicano al foraging, ovvero l’ideazione di ricette a base di piante selvatiche. Sono questi gli elementi della tree-mania, che sta conoscendo un vero e proprio boom grazie anche al lavoro costante di alcuni enti come Conlegno, Consorzio Servizi Legno Sughero che, insieme a Legambiente, ha lanciato la campagna social “Per fare un albero ci vuole un hashtag” per porre l’attenzione sull’importanza del verde in occasione della Festa dell’Albero. Un’iniziativa che ha un importante fine sociale ed ecologico: ogni 50 post pubblicati nella giornata del 21 novembre utilizzando l’hashtag #unalberoè, Conlegno si impegna a donare un albero per dare vita a spazi verdi nelle aree che maggiormente necessitano di interventi.

È quanto emerge da uno studio condotto da Espresso Communication per Conlegno su 50 testate internazionali coinvolgendo un panel di 10 esperti dell’ambiente in occasione della Giornata Nazionale degli Alberi, per comprendere qual è il ruolo degli alberi nel mondo contemporaneo.

Una delle pratiche più dirompenti oggi è certamente il forest-bathing, termine inglese mutuato dal giapponese Shinrin-yoku, ovvero un vero e proprio bagno nella foreste che, grazie a un potere terapeutico scientificamente dimostrato, migliora lo stato di salute e diminuisce la tensione combattendo la depressione. Uno studio dell’Università dell’Illinois pubblicato sul Telegraph rivela infatti che circondarsi di alberi, praticando il forest-bathing, rilassa e riduce lo stress di oltre il 50% in più rispetto alla palestra incentivando i viaggi alla scoperta dei foliage più affascinanti. Secondo il Des Moines Register la pratica nacque in Giappone a metà degli anni ’80, diventando un fenomeno di costume solo negli ultimi anni in California, dove è nata addirittura un’associazione con 200 guide certificate. SpaFinder, una tra le più autorevoli testate di wellness a livello mondiale, ha sottolineato come il forest-bathing sia uno dei trend in costante crescita ma per trarne beneficio servono almeno 4 ore di esposizione nel bosco, camminando per circa 5 km, ascoltando possibilmente i rumori della natura, odorando le fragranze, ammirando le sfumature dal marrone al verde, fino a entrare in contatto con la corteccia degli alberi.

Ma c’è anche chi si spinge oltre. Nata da un’idea della “hippy generation”, la Silvoterapia, in inglese Tree-Hugging (letteralmente “abbracciare gli alberi”), è una pratica che consiste nell'abbracciare le piante per assorbire la loro energia vitale, capace di combattere lo stress quotidiano. Secondo il Taoismo, infatti, ogni specie ha diverse proprietà energetiche: il frassino, per esempio, rappresenta la rinascita e l’iniziazione, l’abete aiuta ad assorbire le contusioni e far guarire le fratture ossee, la betulla elimina l’umidità corporea aiutando a disintossicare l’organismo e l’olmo calma la mente e rafforza lo stomaco.

Sono numerosi quindi i vantaggi sullo stile di vita del vivere a contatto con gli alberi, ma quali sono le ragioni a livello psicologico? “Le ricerche in psicologia ambientale dagli anni ‘60 hanno evidenziato effetti psicofisiologici nel contatto tra uomo ed ambiente naturale – rivela il prof. Nicola Rainisio, docente di Psicologia Sociale e Ambientale presso l’Università degli Studi di Milano – La sola presenza di elementi naturali come gli alberi può determinare un effetto di riduzione dello stress e di rigenerazione attentiva, con riflessi a cascata sulla salute e sul benessere. Infine, è in corso un tentativo di recupero della dimensione materica che pone al centro il contatto fisico e psicologico con materiali e ambienti naturali, quale reazione agli effetti negativi percepibili nel progressivo espandersi dei processi di digitalizzazione e virtualizzazione della vita quotidiana.”

Per chi invece ama i sapori della natura esiste il foraging, ovvero la raccolta di parti di piante commestibili o cibo vegetale nato spontaneamente esplorando diversi ambienti naturali come le foreste, le montagne, le rive di laghi e fiumi. In principio fu René Redzepi, chef del Noma di Copenaghen, il primo a parlare di foraging. Sul Washington Post il danese Redzepi ha spiegato che “Tutti nel mondo dovrebbero crescere come raccoglitori di cibo”, presentando la propria app “Vild Mad”, creata appositamente per aiutare chi ama il foraging a individuare le aree più ricche di leccornie selvatiche. Una pratica portata in Italia dalla chef Valeria Mosca, una delle più autorevoli ambasciatrici di questa disciplina culinaria e fondatrice del Wood*ing, primo centro di ricerca italiano sul foraging. Un trend che ha fatto nascere addirittura dei corsi ad hoc, come quelli segnalati dal New York Times che vedono impegnati Tama Matsuoka Wong e Claus Meyer, due chef della Grande Mela, in escursioni da 90 minuti alla ricerca di piante selvatiche commestibili al modico prezzo di 125 dollari. Anche la star di “Divergent” Shailene Woodley in una recente intervista a E! ha rivelato che è solita raccogliere il cibo selvatico identificando le piante spontanee.

Tra le tendenze più in voga del momento c’è il Tree-Watching. Una vera e propria mania che sta condizionando anche le abitudini dei viaggiatori, che in autunno intraprendono tour specifici alla ricerca degli alberi dai con i colori più variopinti. Per diventare dei veri esperti è possibile anche scaricare sul proprio smartphone delle applicazioni per riconoscere le piante, semplicemente fotografando una foglia o la loro corteccia come per esempio iForest, Pl@ntNet, Leafsnape My Garden Answers.

Che il legno racchiuda in sé proprietà uniche è quindi un dato di fatto. Inoltre i numerosi episodi sismici, la centralità dei temi ecologici e le invidiabili proprietà organolettiche di questo materiale hanno portato ad un progressivo desiderio di naturalizzare anche gli ambienti domestici decretando una crescita costante dell’edilizia in legno, in controtendenza rispetto all’industria delle costruzioni. A favorire la diffusione di costruzioni in legno di qualità, rispettose della normativa, ci pensa Conlegno con il protocollo S.A.L.E. e i servizi di certificazione finalizzati alla marcatura CE per gli assortimenti noti come “Uso Fiume di Castagno” ed “Uso Fiume e Uso Trieste di Abete rosso e Abete bianco.”