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La Basilicata punta sull’agricoltura sostenibile

04/06/2012 | Realtà locali
Praticare l’agricoltura sostenibile, puntare sulla qualità, salvaguardare la biodiversità e i saperi tradizionali: questi gli obiettivi dell'agricoltura lucana.

“Praticare l’agricoltura sostenibile, puntare sulla qualità, salvaguardare la biodiversità e i saperi tradizionali, diffondere la filiera corta, incrementare l’educazione alimentare per i cittadini lucani, sono tra gli obiettivi perseguiti dal Dipartimento regionale all’Agricoltura”.

Lo ha dichiarato l’assessore regionale all’Agricoltura, Rosa Mastrosimone in occasione del convegno “Slow food: cibo buono, pulito e giusto. Un’opportunità di sviluppo sostenibile” promosso dall’associazione culturale “Pensiero attivo” di Ferrandina, in provincia di Matera.

“Un’occasione – ha aggiunto - per approfondire il mondo di Slow Food che ammonisce le sregolatezze alimentari della società moderna, proponendo un ritorno alle tradizioni e lavorando per un grande progetto sostenibile agricolo. La qualità dei prodotti alimentari, nonostante la crisi che incide sul carrello della spesa è sempre più una caratteristica che i consumatori tengono presente negli acquisti alimentari, come confermato dai dati derivanti dai focus group territoriali organizzati con l’Inea. Anche la struttura dipartimentale – ha specificato Mastrosimone – con le diverse azioni messe in campo punta al miglioramento della qualità delle produzioni e a preservare il patrimonio agricolo. Negli ultimi anni, infatti, le produzioni tipiche e biologiche lucane stanno ottenendo un maggiore successo sui mercati italiani ed esteri, apprezzate per salubrità e qualità, per il legame con il territorio, coltivate seguendo metodi tradizionali e nel rispetto dell’ambiente.

Per incentivare l’export, il dipartimento, di concerto con le altre istituzioni locali, sta sviluppando iniziative e politiche di marketing integrato, tese ad offrire un’immagine completa della regione. Inoltre, con i pif, i progetti integrati di filiera, si vuole favorire l’aggregazione e la qualificazione dell’offerta, aumentando la competitività delle imprese, puntando sulla tipicità delle produzioni, spesso di nicchia e a rischio estinzione”.