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L’educazione ambientale comincia a scuola

07/02/2012 | Editoria
Un libro dedicato all'educazione ambientale, a partire dalle scuole. In uscita il 15 febbraio.

Esce il 15 febbraio in tutte le librerie il libro del parmense Marco Boschini dal titolo "La mia scuola a impatto zero".

Si tratta di un’utile raccolta di idee e spunti da ogni parte d’Italia per rendere ogni istituto scolastico ecosostenibile e in grado di durare nel tempo senza gravare sul pianeta, ma anche di esperienze per moltiplicare l’educazione ambientale.

Il libro ospita, inoltre, progetti relativi a impianti fotovoltaici, alla riduzione della produzione di rifiuti, alla mobilità sostenibile e alla riduzione dei consumi, a partire dagli istituti scolastici.

La scuola è il luogo di comunità dove si pratica il futuro, si legge nel libro. Ecco allora l’importanza dell’educazione ambientale a partire dal suono della campanella. “La scuola non è un semplice edificio circoscritto da quattro mura e un tetto, uno spazio dove si fa e si insegna cultura – scrive l’autore (assessore all’Ambiente a Colorno, nel parmense) nella quarta di copertina. “È una casa, la casa degli studenti, in cui imparare non solo nozioni e operazioni, ma anche ad adottare uno stile di vita che elimini gli sprechi e l’inquinamento nella vita di tutti i giorni”.

Ci si domanda, allora, se la scuola può ridurre la propria impronta ecologica e contribuire così a garantire un futuro sostenibile ai suoi giovani inquilini? Se, nel concreto, può avviare sperimentazioni efficaci e di sicuro successo coinvolgendo, in un colpo solo, insegnanti, genitori, alunni, amministratori locali, cittadini?

L’autore, forte della sua esperienza come coordinatore dell’Associazione nazionale dei Comuni virtuosi, risponde a queste domande e presenta dieci esperienze, già realizzate con successo in tutta Italia, che riducono l’impatto ambientale e consentono il risparmio di energia e denaro: dalla mensa sostenibile alla riduzione del fabbisogno energetico; dalla raccolta differenziata e dal riciclo consapevole alla produzione di energia pulita; dalla valorizzazione dell’acqua del rubinetto al “piedibus”.

Progetti di buon senso che aspettano soltanto di essere adottati in tutta Italia. Appunto per risparmiare energia: è il caso degli istituti scolastici che utilizzano energie rinnovabili, esempi più virtuosi a Biella, Terni, Belluno e Perugia, ma anche l’esperienza del liceo scientifico di Laveno, in provincia di Varese, che grazie ai comportamenti del corpo scolastico ha abbattuto del 55% i consumi.

E ancora l’istituto agricolo-forestale Giotto Ulivi di Borgo San Lorenzo, in provincia di Firenze, con l’autocostruzione di pannelli solari. Esemplare l’iniziativa “Orto in condotta”, sostenuta anche da Slow Food: il libro racconta l’esperienza della scuola Gabelli di Marnate, in provincia di Varese, con un titolo significativo: piccoli contadini crescono.

Poi c’è l’impegno per la produzione di rifiuti. Ad esempio attraverso gare tra classi o tra scuole (è riportato il caso di Valledolmo, in provincia di Palermo, segnalato quello di Casigliano, in provincia di Caserta). Altre iniziative sul fronte della differenziazione dei rifiuti, come a Ponte delle Alpi, in provincia di Belluno, che ha raggiunto il 90,3% di raccolta differenziata. Nella valorizzazione dell’acqua pubblica si segnala il caso di Montelupo Fiorentino, con oltre mille studenti coinvolti.

Pregevole l’esperienza di riuso attraverso mercatini scolastici ad Angri, in provincia di Salerno, dove la scuola media Opromolla ha attivato l’iniziativa “Riusiamoli” contro il consumismo sfrenato, per favorire consumi sobri e a basso impatto ambientale. Sul fronte della mobilità sostenibile, da ricordare le tante iniziative di “Piedibus”, a scuola a piedi per non ammorbare l’aria con le automobili.