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L’agricoltura a sud di Milano sempre più a rischio estinzione

11/07/2012 | Realtà locali
Situazione esplosiva, secondo Legambiente Lombardia. Oltre all'asfalto arriverà la Tem

La Brebemi ha fatto il suo ingresso nel Parco Agricolo Sud Milano. E non è entrata in punta di piedi, secondo quanto denuncia Legambiente. Basta percorrere la strada Rivoltana, per vedere ancora accatastati i “corpi del reato”: centinaia di ceppaie dei pioppi secolari che da sempre cingevano la Tenuta Invernizzi di Trenzanesio, uno dei luoghi più incantevoli della campagna del Milanese. Adesso la tenuta è nuda, su entrambi i lati della strada i pioppi sono stati sradicati e presto partiranno scavatrici e betoniere per i cantieri dell’ecomostro autostradale: la Cassanese e la Rivoltana diventeranno autostrade, capaci di caricare sui polmoni dei milanesi lo smog di 70mila veicoli al giorno in più.

Dopo di loro arriverà la TEM, nuovi sbancamenti e colate d’asfalto per 34 chilometri a tre corsie e altrettanti di viabilità complementari. Tra autostrade e viabilità connesse, i due ecomostri da soli porteranno nel Parco Sud quasi 100 chilometri di nuove grandi viabilità, a doppia o tripla corsia per senso di marcia, svincoli iperbolici, terrapieni, autogrill. Ma se qualcuno può pensare che la perdita di circa mille ettari di terreno siano un sacrificio sopportabile, in nome della fluidità del traffico, arriva la doccia fredda: gli ecomostri non arrivano mai da soli.

I 61 sindaci del parco hanno votato nei giorni scorsi, a maggioranza, lo stralcio di un’area di un milione di metri quadri agricoli tra Vignate e Melzo. Sono terreni agricoli tutelati dal parco, adiacenti alla futura Brebemi e alla TEM. Non lo saranno più, si trasformeranno in polo di logistica ferroviaria. Una funzione indispensabile, si dice, per ridurre il trasporto di merci su strada. Ma non si spiega come mai, a soli sette chilometri lungo la stessa ferrovia, ci sia un altro gigantesco interporto, quello di Segrate, con sterminati fasci di binari coperti di rovi ed erbacce.

“Il caso di Vignate è solo l’inizio - ammonisce Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia. “Le nuove autostrade funzioneranno come il miele per le mosche, spunteranno lottizzazioni, piastre commerciali, logistiche, produttive, capannoni. Siamo ancora in tempo a fermare l’emorragia di terre fertili nel parco Sud, ma serve un grande gesto di buona volontà: cancellare la TEM. Si può fare, salveremo i campi agricoli e, con loro, i portafogli di contribuenti e risparmiatori, visto che la TEM da sola costa 2,3 miliardi di euro: soldi che non ci sono e che bisognerà pur prendere da qualche parte, magari con le patacche dei project bond, ultimo grido in materia di finanza creativa”.

Per la cronaca, l’assemblea dei sindaci ha approvato lo stralcio del Parco Sud, ma si sono levate voci critiche e apertamente contrarie tra i sindaci: la delibera è stata infatti approvata con i voti contrari di Bubbiano, Rho, Gudo, Cisliano, Binasco, Vittuone e Noviglio, mentre Zibido e Vernate si sono astenuti