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Janez Potocnik, commissario Ue all'Ambiente: un’intervista alla vigilia di Rio

11/06/2012 | Ambiente
L'Europa a Rio tra speranze e dubbi ma la Green economy è contro la crisi. ll commissario Potocnik è fiducioso.

"L'Europa a Rio tra speranze e dubbi ma la Green economy è contro la crisi". S’intitola così l’intervista rilasciata da Janez Potocnik, commissario dell’Unione europea all'Ambiente, ha rilasciato all’inviato Valerio Gualerzi di “Repubblica” a pochi giorni dall'inizio della conferenza dell'Onu sulla sviluppo sostenibile a Rio De Janeiro (dal 20 al 22 giugno).

Vent'anni dopo l’evento che ha portato alla ribalta dell'agenda politica internazionale, per la prima volta, il tema dell'ambiente e dei limiti della crescita economica, le delegazioni provenienti da tutto il mondo si incontreranno di nuovo in Brasile per fare il punto sui passi compiuti e per tentare di accrescere gli obiettivi sostenibili, anche se la crisi economica mondiale non gioca a favore delle istanze ambientali.

E in effetti diversi leader di primo piano, da Barack Obama ad Angela Merkel a David Cameron, hanno già fatto sapere che diserteranno l'incontro. Ci sarà però il presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso che a Rio+20 presenterà la piattaforma europea, molto più avanzata rispetto alla prudenza delle altre grandi potenze. Ricevendo una piccola delegazione di giornalisti a Palazzo Berlaymont di Bruxelles, tra i ritratti pop di Bob Marley e John Lennon “che danno al suo ufficio un tocco da teen ager”, come scrive Gualerzi nel suo pezzo, il commissario all'Ambiente, lo sloveno Janez Potocnik, ostenta ottimismo per Rio parlando di “grandi speranze, grande impegno e grande incertezza”. Spiega: “Non siamo assolutamente soddisfatti dell'ultima bozza emersa dagli incontri preparatori di New York. Sappiamo però che un conto è trattare nel chiuso degli uffici, un conto è discutere in una conferenza internazionale, sotto i riflettori della stampa e la pressione dell'opinione pubblica. Per questo siamo convinti che ci possano essere dei ripensamenti. Ad ogni modo daremo battaglia fino al momento di risalire sull'aereo. Per l'Unione è necessario che esca un documento dove non ci siano solo parole tipo 'incoraggiamo' e 'spingiamo', ma piuttosto 'decidiamo' e 'ci impegniamo'. Occorrono obiettivi precisi con date precise e se possibile indicazioni su come implementarli".

Per quanto riguarda le tematiche, il commissario ne indica cinque: energia, acqua, terra coltivabile, ecosistemi, tutela degli oceani ed efficienza nell'utilizzo delle risorse. “Un punto, quest'ultimo, che a mio avviso li riassume tutti quanti – precisa. “L'Europa fa suoi inoltre gli obiettivi dell'Onu per rendere entro il 2030 l'accesso ai moderni servizi elettrici universale, per raddoppiare l'efficienza energetica e la percentuale di energia da fonti rinnovabili utilizzata su base mondiale. Se questo impegno a conclusione del summit fosse sottoscritto da tutti sarebbe un grande successo. L'Unione si batte infine per trasformare l'Unep, il programma ambientale delle Nazioni unite, in una vera e propria agenzia".

Per quanto riguarda le intese, l’Europa vede soprattutto all’Africa. “C'è stata una straordinaria presa di coscienza soprattutto tra i paesi africani – evidenzia Potocnik. “In Africa, dove l'80% delle persone dipende direttamente dalle risorse naturali a differenza del 15-20% dell'Europa, la sostenibilità è una questione di sopravvivenza. Ma sono molti i paesi del G77 vicini alle nostre posizioni o con i quali abbiamo un confronto magari duro ma costruttivo. Penso al Messico, ad esempio, che è riuscito a far inserire il tema ambientale in cima all'agenda del prossimo G20 che si tiene a Los Cabos proprio alla vigilia di Rio. Sono comunque certo che l'Unione sarà in grado di far valere la sua convinzione che la green economy, su cui abbiamo raggiunto diversi risultati positivi, rappresenta una parte integrante della strategia per uscire dalla crisi. Sono convinto che la chiave sia rappresentata dallo spostare il concetto di produttiva dall'utilizzo della forza lavoro a quello delle risorse materiali. Solo così si ottiene vera competitività".