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Italiani sempre più wine lovers

18/04/2018 | Agricoltura
E il futuro sarà green e autoctono

In Italia bevono quasi tutti. Lo afferma l’indagine realizzata per il Consorzio vini Piceni da Nomisma Wine Monitor e presentata  al Vinitaly. La survey, rivolta a un campione rappresentativo di 1.200 consumatori sul territorio nazionale, fotografa un modo nuovo di apprezzare il vino, che rimane bevanda consumata dall’85% degli italiani (18-65 anni). Un elemento sempre più protagonista degli aperitivi (49% contro 45% di 3 anni fa) grazie ai millennials. E se i baby boomers (over 55 anni, 88%) si confermano in testa ai consumi assieme ai maschi (88%), la febbre da bollicine (74%) supera quella di bianchi e rossi fermi (72%) e dei rosé, in risalita al 59% grazie ai soliti millennials.

Tra i vini che fanno tendenza, il campione è il Prosecco, che aumenta nei consumi: la bollicina più famosa d’Italia è conosciuta dal 98% (e consumata dal 71%) dei wine lover, contro il 97% del Chianti, il 94% del Pinot grigio e l’88% del marchigiano Verdicchio. Le Marche primeggiano anche con i suoi campioni della Gdo: la Passerina è il prodotto che più si è fatto conoscere dai consumatori, mentre il Pecorino è il prodotto considerato più innovativo del panel (13 vini) proposto da Nomisma.

Il futuro, secondo i consumatori italiani sarà invece green (biologici al 20% come prima risposta, sostenibili al 9%) e autoctono (25%), con trend molto positivi anche per i vini facili e leggeri, adatti a mix (15%) e quelli regionali (14%). Una tendenza bio, anch’essa fotografata nell’indagine, che vede il Piceno tra le aree più vocate d’Italia: Ascoli, che detiene il 53% di tutta la vigna biologica marchigiana, ha infatti un’incidenza green sulla vite da vino del 41%, quasi il triplo della media nazionale (15,8%). Nel complesso – con 5mila ettari - le Marche sono al terzo posto tra le regioni d’Italia, con superfici di vite bio superiori ai 2mila ettari.