Beta version

Italiani poveri ma in salute

22/03/2017 | Salute
Il report di Global Health Index ci dice che gli italiani stanno bene

Carni Sostenibili,  progetto promosso dalle tre associazioni che rappresentano tutte le filiere delle carni in Italia (bovino, suino e avicolo), rivendica il ruolo della carne nel benessere della popolazione italiana, all’indomani della pubblicazione del Global Health Index.

Si potrebbe dunque, dire: italiani, popolo in crisi economica ma longevo. Almeno è questa la fotografia offerta dal Global Health Index, secondo cui la dieta mediterranea, che ha nella varietà di alimenti consumati il suo punto di forza, resta l’asset principale su cui si fonda la salute degli abitanti del Belpaese.

E se ogni settore che produce cibo si compiace del risultato, Carni Sostenibili è orgogliosa di questo riconoscimento allo stile alimentare nazionale perché la dieta mediterranea, così come descritta anche dal report di GHI, prevede un consumo corretto ed equilibrato di proteine animali, che restano fondamentali per mantenere in salute l’organismo e favorire i processi metabolici.

Questa attestazione del Global Health Index giunge in un momento in cui il consumo di carne è pesantemente attaccato da campagne di disinformazione che creano pericolosi allarmismi alimentari e possano portare a scelte di consumo dannose per l’organismo.

Bisogna infatti sottolineare, oggi più che mai, come la carne magra, assieme al pesce, vanti la più alta efficienza proteico calorica (proteine/kcal*100), vale a dire che per porzione apportano una quota più elevata di proteine di ottima qualità ma con un ridotto apporto calorico, un vantaggio notevole in termini di prevenzione del sovrappeso e dell’obesità.

Il primato della dieta mediterranea riportato da GHI ribadisce dunque l’importanza di non privarsi di nessun tipo di nutriente. Carni Sostenibili continuerà a promuovere il consumo corretto e responsabile di questo alimento che contribuisce a rendere i nostri concittadini campioni di salute e corretti stili di vita a tavola, in tutto il mondo.

Photo credit to independent.ie