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Gli italiani e la pasta, ecco come la preferiscono

04/02/2014 | Agricoltura
La pasta, un piatto semplice ma in grado di rinnovarsi ogni giorno

La cucina italiana presenta un’enorme e variegata scelta di ricette di regione in regione. Il fattore comune che la caratterizza è la pasta: un piatto semplice ma in grado di rinnovarsi ogni giorno, grazie agli abbinamenti realizzabili tra i molti formati e i vari condimenti.

Ma tra gli oltre 300 formati prodotti in Italia, come preferiscono la pasta gli italiani? Academia Barilla (con una "c" sola) svela i dieci formati di pasta più venduti. Nel nuovo libro di Academia, “I love pasta,” vengono analizzate le preferenze degli italiani. Eccone i (curiosi) risultati. 

1. Il re indiscusso, lo spaghetto: di gran lunga il più consumato (ha una quota del 14,4% sui volumi totali venduti in Italia), è il formato di pasta che maggiormente rappresenta la cultura alimentare italiana nel mondo. Il termine deriva da ‘piccolo spago’ ed è presente in tutte le tradizioni culinarie regionali, da Nord a Sud Italia. Sono molto versatili e si sposano perfettamente con moltissimi condimenti.

2. Le penne rigate: molto diffuse in tutta Italia (8,5% dei volumi), devono il proprio nome alla penna d’oca, anticamente utilizzata per scrivere, tagliata in modo obliquo per ottenere una punta dal tratto sottile. Le penne sono uno dei rari formati la cui data di nascita è certa: il 1865, anno in cui un pastaio genovese brevettò una macchina in grado di tagliare in diagonale – a forma di penna - la pasta fresca.

3. I fusilli: di derivazione araba, si sono diffusi dapprima nelle regioni meridionali, da cui partì l’espansione musulmana nel Mediterraneo. Il fusillo - che deriva dal termine ‘fuso’, strumento di legno per la filatura a mano su cui si avvolgeva lo spaghetto per ottenere un filo di pasta serpentino - si colloca ai piedi del podio con una quota di mercato pari al 7% dei volumi.

4. I tortiglioni: specialità dell’Italia del Sud, in particolare della Campania. Il nome deriva dal latino popolare tortillare, deformazione di torquere, ovvero girare.

5. Le mezze penne rigate: nella grande famiglia delle penne la differenza tra le varie tipologie è data da spessore, diametro e lunghezza. Le mezze penne rigate sono le più corte, ma non le più piccole: hanno infatti lo stesso diametro delle penne rigate. Detengono il 5,3% del mercato.

6. Gli spaghettini: variante dello spaghetto con il diametro più sottile.

7. Le bavette: formato antico di origine ligure, forse già presente nel XIII secolo. Sono tipicamente abbinate al pesto alla genovese, una delle più tipiche salse regionali italiane. (3,7%)

8. Le pennette rigate: di spessore più sottile rispetto alle sorelle maggiori

9. Le farfalle: hanno molteplici varianti di nome: stricchetti – dal verbo stringere; galani - dal farfallino dello smoking ; in Abruzzo e Puglia nocchette - dalla voce meridionale ‘nocca’, usata per definire un nastro annodato.

10. I rigatoni: tipici dell’Italia centro/meridionale, il nome deriva dalla rigatura presente sulla parte esterna ottenuta grazie all’incisione delle trafile in bronzo, che permette di assorbire e raccogliere il condimento.