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Italia, la crisi non ferma ristoranti ed hotel

04/01/2019 | Visioni
Meglio di noi Malta, Cipro e Spagna

Evidentemente gli italiani hanno modificato le loro abitudini di spesa ma non del tutto, se è vero che la crisi non ha costituito ostacolo per ristoranti e hotel, negli ultimi dieci anni. Lo dice Eurostat, nel 2017 i nuclei familiari italiani sono nella 'top ten' Ue e guadagnano anche una posizione passando dalla nona all'ottava. L'analisi mostra un aumento della spesa in consumi dell'Italia per il mangiare e dormire fuori casa dal 9,1% del 2007 al 10,3% del 2017, pari a +1,2% e sempre superiore alla media Ue rispettivamente dell'8,3% e dell'8,8% per un +0,5%.

E' il Mediterraneo l'area in cui la buona tavola e le vacanze sono maggiormente apprezzate: il primo Paese in classifica è infatti Malta (20,2%), a cui seguono Cipro (17,5%), Spagna (16,8%) e Grecia (15,4%). Al quinto posto l'Irlanda, con 14,8%. Ad eccezione della Valletta, si tratta dei Paesi più colpiti dalla crisi economico-finanziaria e che sono stati tra l'altro sottoposti ai programmi di assistenza Ue. Gli stati membri dove invece le famiglie vanno meno a mangiare fuori o in vacanza sono Romania (3,1%), Polonia (3,6%) e Lituania (3,7%), mentre quelli in cui la spesa è diminuita negli ultimi dieci anni sono la stessa Romania (dal 5% nel 2007 al 3,1% nel 2017, -1,9%), la Slovacchia (-0,6%) e la Finlandia (-0,1%).