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Italia, crescono i discount

27/09/2016 | Esplorando
Diversificazione dell'offerta e prezzi contenuti le chiavi del successo

Quanti sono i discount nel nostro paese? Più di 5mila punti vendita e le vendite crescono, nel primo semestre dell’anno, del 6,3% a valore e dell’8,5% a volume. Il fenomeno arriva grazie ai nuovi punti vendita e al travaso di quote da altre insegne low cost. Questa situazione potrebbe accelerare il processo di concentrazione nel canale. Per la Nielsen, allo scorso luglio i negozi discount erano 5.065, 165 in più rispetto a luglio 2015 e 700 in più rispetto al 2010. Il giro d’affari è arrivato a 13 miliardi con una peso del 16% delle vendite del largo consumo.

La Puglia è la regione regina dei discount con una quota di mercato del 30%, seguita da Sardegna (26%), Sicilia (25,5%) e Basilicata (24%). In coda Valle d’Aosta (6%), Lombardia ed Emilia Romagna (11%). Nell’ultimo quinquennio sono stati inaugurati mediamente 150 discount l’anno (mentre chiudevano diversi supermercati): un elevato numero di aperture ha sostenuto le vendite ma ha generato inevitabilmente una caduta dei ricavi per negozio. Infatti nel primo semestre del 2016 le vendite nel canale discount, a parità di rete, sono calate del 2,7%, più dell’1,9% degli ipermercati e dello 0,7% di supermercati e libero servizio. I negozi low cost hanno cambiato, almeno in parte, pelle, aumentando il numero delle referenze, facendosi percepire come supermercati e offrendo addirittura prodotti premium”.

Nonostante la crescita dei discount avvenga solo con nuove aperture, la formula del commercio low cost garantisce ritorni cospicui ai Big, sicuramente superiori alla grande distribuzione che nel 2015 ha registrato un utile operativo medio striminzito, intorno all’1,9% dei ricavi.