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Italia, cibo privo di ogm

29/11/2019 | Salute
Pubblicato il Rapporto sui controlli del Ministero della Salute

Il Ministero della Salute ha pubblicato ieri il rapporto sui controlli effettuati nel 2018 sugli alimenti commercializzati nel nostro Paese; sono privi di Ogm nella quasi totalità dei casi. Le non conformità in materia di rispetto delle norme sul contenuto massimo di OGM e di etichettatura dei prodotti alimentari rappresentano il 3% dei campioni analizzati.

Il Ministero della Salute, in collaborazione con il Centro di referenza nazionale per la ricerca degli OGM (CROGM) e l’Istituto superiore di Sanità, appronta dal lontano 2006 un Piano nazionale triennale di controllo sulla presenza di organismi geneticamente modificati (OGM) negli alimenti, finalizzato alla programmazione e al coordinamento delle attività di controllo da parte delle Autorità sanitarie regionali e provinciali, in applicazione, sia della normativa quadro del settore degli OGM.

I risultati del 2018

Nel 2018 sono stati campionati prodotti trasformati e materie prime e intermedi di lavorazione principalmente a base di mais, di soia e di riso. Il 40,6%  pari a 277 campioni, ha interessato granelle, creme e farine di mais, di riso e miste; il 13,7% pari a 93 campioni latte vegetale e prodotti a base di latte vegetale; il 13,2%  prodotti della pasticceria, panetteria e biscotteria; il 7,8% pasta e noodles; il 6,1% snacks, dessert e altri alimenti; prodotti per lattanti e bambini, legumi e semi oleaginosi, preparazioni gastronomiche e integratori alimentari, con percentuali intorno e al disotto del 4,5 %.

Le positività accertate, in totale 18, sono per la quasi totalità ascrivibili ad eventi di soia GM, in particolare nel caso del latte vegetale (33% dei campioni).

L’attività all’importazione ha riguardato 92 campionamenti dei quali 2 non conformi per il riscontro di riso GM non autorizzato in prodotti provenienti dalla Cina.

Il rapporto conclude affermando che sul mercato italiano permane il rispetto dei requisiti d’etichettatura previsti dalla normativa vigente, assicurando in tal modo l’informazione al consumatore. Si conferma che in Italia la presenza di OGM autorizzati negli alimenti continua ad essere decisamente limitata ed a concentrazioni estremamente basse, inferiori al limite di quantificazione.