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Istat, in calo i consumi alimentari

21/06/2018 | Visioni
Riprende l'inflazione, crescono i prezzi e cala la spesa.

Considerando la ripresa della crescita inflazionistica, +1,2% nel 2017 rispetto al -0,1% del  2016, l'incremento di spesa in termini reali del 2017 subisce un rallentamento. Lo stesso che è evidente sui consumi di beni di prima necessità. I dati Istat sui consumi parlano chiaro.

Ma ciò che preoccupa di più è il food social gap. "È la disuguaglianza geografica e familiare che dobbiamo combattere. È inammissibile - ha affermato Scordamaglia, presidente di Federalimentare - che un decimo delle famiglie che spende meno ha speso nel 2017, per acquistare beni di prima necessità, ancora meno (-5%)  rispetto all'anno precedente. Un gap evidente anche dai prodotti che vengono acquistati: se i prodotti discount vanno bene, così come quelli premium, è la  fascia intermedia ad accusare il colpo".

Parole forti ma supportate dalle ricerche Istat che evidenziano una forbice di 45 punti percentuali tra la spesa dell'area più povera e quella dell'area più florida, a dimostrazione della divaricazione in atto nel Paese. Non solo: la spesa media mensile del decimo di famiglie che spende di meno è diminuita del 5,0% (-2,0% rispetto al 2013) mentre quella del decimo che spende di più è aumentata del 4,3% (+13,0% rispetto al  2013).

Le spese degli italiani, dunque, rimangono in una situazione critica e ciò non deve meravigliare se, nonostante i progressivi recuperi del PIL dell'ultimo  quadriennio e il +1,5% registrato nel 2017, questa grandezza rimane ancora 6  punti sotto il valore reale del 2007. "Numeri che rendono evidente la necessità di intervenire subito - ha ricordato Scordamaglia - con misure ad hoc quali la neutralizzazione dell'Iva.

Essenziali anche interventi di inclusione giovanile cominciando proprio dalle politiche attive del lavoro che formino concretamente i giovani e ne favoriscano l'inserimento eliminando il crescente mismatching tra domanda ed offerta di lavoro  qualificato.