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Ismea, agricoltura in rialzo

18/03/2015 | Agricoltura
L'outlook di Via Nomentana analizza i vari comparti del mercato agroalimentare

L'approssimarsi delle festività pasquali, insieme alle incertezze sugli sviluppi climatici delle prossime settimane sono i due fattori che stanno avendo in questa fase maggiore influenza sui mercati agroalimentari.

Secondo l’analisi Ismea, questa settimana si prospetta ancora positiva per le fragole, prodotto in questo momento di punta sia per la buona qualità, confermata nelle diverse zone di produzione, sia per la domanda che si prevede in ulteriore miglioramento. Per le pere, in previsione di una graduale sostituzione dell'offerta dell'emisfero Nord con quella dei Paesi tropicali, gli operatori sembrano orientati a smaltire velocemente le quote residue di prodotto, riservando una minore attenzione al prezzo. Il mercato appare comunque fluido sul fronte della domanda, ma leggermente più statico per le mele, che tuttavia sembrano beneficiare di una discreta attività di vendita all'estero, soprattutto in Germania e nei Paesi scandinavi.

Finale di campagna piuttosto complesso per i kiwi che, a fronte di problemi di conservazione rilevati su una quota di prodotto stoccato, stanno accusando qualche cedimento in una politica di rapido smaltimento delle scorte. Prezzi ancora elevati per gli asparagi che manterranno ancora un andamento positivo questa settimana; per fagiolini e carote siciliani, le contrattazioni stanno invece avvenendo a prezzi inferiori a quelli della scorsa annata.

Per quanto riguarda suini e ovicaprini, il futuro è ancora incerto; saranno le prossime settimane a dare una più chiara direzione ai listini. La componente climatica è ancora determinante per gli sviluppi dei consumi, soprattutto per la carne suina, con il comparto che non sembra ancora beneficiare delle misure comunitarie di aiuto allo stoccaggio privato.

Andamento positivo, invece, per le carni avicole. Potranno spuntare ulteriori aumenti di prezzo in previsione di una domanda vivace. Il quadro mercantile sembra invece stabilizzarsi per le uova, mentre nel comparto bovino emerge ancora una forte incertezza degli operatori sulle possibili evoluzioni dei prezzi. La domanda Nord africana e turca sta sostenendo ancora le quotazioni dei capi da ristallo francesi, causando inasprimenti dei costi di approvvigionamento anche per gli allevatori italiani.

Per i lattiero-caseari i prezzi dovrebbero continuare a muoversi su un piano orizzontale, ricordiamo che siamo all’ultimo mese di regime delle quote latte. I dati sull'export 2014 di formaggi e latticini mostrano una crescita sia in quantità (+3,3% su base annua) che in valore (+4,8%), grazie soprattutto al buon andamento delle vendite sul mercato tedesco e in diversi paesi dell'Est Europa.

Infine, per quanto riguarda i cereali, l'evoluzione degli scambi sembra confermare la debolezza di fondo sui mercati dei frumenti. In Italia il mercato ha già in parte risentito di questa situazione che potrebbe ulteriormente condizionare i listini. Resta al contrario sostenuta l'attività sui mercati risicoli, che evidenziano prezzi al rialzo per gran parte delle varietà scambiate.