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Industria alimentare, la sorpresa viene dal Sud

11/04/2019 | Agricoltura
Fatturato in rapida crescita anche delle imprese giovani (+12% vs +8%)

Secondo ISMEA, le aziende agroalimentari del meridione crescono più di quelle del nord. In base allo studio elaborato in collaborazione con Fiera di Parma e Federalimentare, sulle 1.526 imprese alimentari dotate di bilancio e fatturato superiore a 10 milioni di euro. Dal rapporto emerge che, sebbene solo il 23% delle aziende medio-grandi si collochi nel Mezzogiornonegli ultimi tre anni il fatturato dell'industria alimentare è cresciuto del +5,4% mentre al Centro-Nord del 4,4%Quali le ragioni del "sorpasso" del Sud, dove nel complesso si contano oltre 344mila imprese agricole e quasi 34mila dell'industria alimentare, pari al 18,5% del tessuto imprenditoriale del Sud?

* Qui operano la maggioranza delle aziende dei comparti più dinamici come quello delle conserve vegetali e vi è una buona rappresentatività di comparti con buone performance a livello nazionale, quali lattiero-caseario, vino, salumi e carni. 

* Vi risiedono aziende che lavorano prodotti specifici con una dinamica molto elevata (e maggiore che nel Centro-Nord) in comparti che hanno fatto registrare ottime performance, quali caffè, cioccolato e confetteria (+14%), prodotti da forno (+18%), olio (+21%).

* C'è maggiore incidenza di imprese di media dimensione (50-250 dipendenti), il cui fatturato è cresciuto più della media sia nel Mezzogiorno (+7,5%) sia nel Centro-Nord (+8,7%). 

* Ci sono imprese «più giovani» (con meno di 25 anni di attività), in genere più dinamiche, che hanno realizzato una crescita a due cifre del fatturato (+12% contro il +8% nel Centro-Nord).  

Uno degli elementi di competitività è rappresentato dal prodotto "Made in Italy" e di fatto il 55% di un campione di imprese intervistato prevede nella propria strategia di comunicazione la dicitura "100% italiano". Dal 2015 al 2018, il mercato dell'UE è infatti aumentato per oltre il 70% degli intervistati e oltre il 50% delle imprese ha visto aumentare la propria quota di mercato soprattutto grazie alla leva della qualità e del Made in Italy. Difenderlo e valorizzarlo è un obiettivo comune, da Nord a Sud.

Permangono, tuttavia, fattori limitanti come il minore grado d'innovazione tecnologica riscontrabile anche dal livello più basso di immobilizzazioni immateriali e finanziarie e la forte dipendenza da fonti esterne di finanziamento che rende difficile l'accesso al credito per ulteriori investimenti.