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Il pomodoro italiano legato all'export

03/12/2014 | Agricoltura
L’Italia torna a crescere nel 2014 in termini di quantità trasformate.

Si è tenuta a Napoli l’Assemblea Pubblica ANICAV, l'Associazione Nazionale Industriali Conserve Alimentari Vegetali. Filo conduttore di quest’anno è il tema “L’EXPO-rt ci lega al mondo” per la grande e storica vocazione all’export che caratterizza il settore della trasformazione del pomodoro da industria. Nel 2014 le aziende italiane hanno trasformato 4,9 milioni di tonnellate di pomodoro, di cui poco più della metà nel Distretto del Centro-Sud e il resto nel Distretto del Nord-Italia, a fronte di 67.177 ettari messi a coltura. L’Italia, terzo trasformatore di pomodoro al mondo dopo Stati Uniti e Cina, torna a crescere nel 2014 in termini di quantità trasformate dopo la parentesi negativa degli ultimi 2 anni, rappresentando il 12% della produzione mondiale (con circa 40 milioni di tonnellate) e il 54% del prodotto trasformato nell’UE, con un fatturato totale di circa 3 miliardi di euro. Quello delle conserve alimentari vegetali è un settore vitale per l’economia italiana.

Sono 10.000 i lavoratori fissi impiegati nel comparto e 20.000 gli stagionali che ogni anno vengono avviati al lavoro nelle aziende di trasformazione nel periodo di campagna. Il valore dell’export del pomodoro italiano è di 1,4 miliardi di euro: il 60 % della produzione italiana di derivati del pomodoro è destinato, infatti, alle esportazioni sia verso l’Europa (Germania, Francia, Regno Unito) che verso gli altri Paesi (USA, Giappone, Australia), a conferma della grande propensione all’export dell’intero settore, mentre solo poco più di 2 milioni di tonnellate di derivati (40%) sono destinati al mercato interno.

Il dato dell’export è ancora più rilevante se si tiene conto del fatto che la quota destinata all’export dell’intero comparto dell’industria agroalimentare italiana si attesta su un 20%, contro il 22% della Spagna, il 26% della Francia e il 33% della Germania. Le esportazioni raggiungono poi il 72% nel solo distretto delle Conserve di Nocera (tra le province di Salerno e Napoli) che rappresenta il principale distretto produttivo del pomodoro trasformato. Nei primi otto mesi del 2014 anche sul fronte dell’export, che ha da sempre bilanciato il calo dei consumi interni, c’è stata una riduzione in volume delle esportazioni del 4%, compensata però da un aumento in valore del 6,10% a dimostrazione della grande capacità delle aziende del comparto di vendere il loro prodotto sui mercati esteri.

Una maggiore integrazione della Filiera pomodoricola e un rafforzamento del ruolo del Polo Distrettuale del pomodoro da industria del Centro-Sud sono le leve strategiche su cui il settore dovrà puntare per proseguire sulla strada dello sviluppo e della competitività. Nodo cruciale sarà agire sull’accrescimento della produttività per ettaro, che in Italia è più bassa rispetto a quella degli altri competitors internazionali, per aumentare la redditività agricola. Il rafforzamento della filiera infine dovrà puntare anche su una forte azione di valorizzazione delle produzioni di qualità, sostenendo le eccellenze italiane, come il pomodoro pelato, conosciuto in tutto il mondo come prodotto di qualità e simbolo del Made in Italy, ma che sta di anno in anno perdendo quote di mercato.