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Il pesce, bene irrinunciabile

24/04/2012 | Salute
Pesce bene comune, come l'acqua e la terra. Il Parlamento Europeo solleva il tema.

Il Parlamento europeo ha inviato alla Commissione e al Consiglio dei Ministri una dichiarazione scritta sul pesce da considerare come bene comune. La dichiarazione a firma dei deputati parlamentari Guido Milana, Kriton Arsenis, Raul Romeva y Rueda, Maria do Céu Patrao Neves, Corinne Lepage:

1. invita la Commissione a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di questa risorsa come bene comune globale,

2. chiede alla Commissione di implementare con efficacia le misure necessarie alla protezione delle risorse marine, l’accesso e l’uso sostenibile di tali risorse a livello globale e di condurre una campagna d’informazione rivolta ai cittadini europei,

3. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente dichiarazione, insieme ai nomi dei firmatari, al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri. I deputati europei hanno preso questa decisione in quanto l’articolo 117 della Convenzione ONU sul diritto del mare, del 1982, stabilisce che “Tutti gli Stati hanno l’obbligo di adottare misure per assicurare la conservazione delle risorse ittiche delle zone di mare sottoposte alla loro giurisdizione, o di collaborare a tal fine con altri Stati”.

Inoltre, visto l’Accordo sul rispetto delle misure di conservazione e gestione da parte dei pescherecci d’alto mare del 1993,  ed il Codice di condotta FAO per una pesca responsabile del 1995, nonché:

A. considerando che il consumo di pesce a livello mondiale ha raggiunto in media la cifra record di circa 17 kg a persona in un anno e fornisce più del 15% dell'apporto di proteine animali a più di 3 miliardi di persone;

B. considerando che la sostenibilità globale della pesca è un prerequisito fondamentale per la conservazione e l’accesso di tale inestimabile risorsa marina da parte delle generazioni future e la concentrazione privata di tale risorsa comporta gravi effetti negativi,

C. considerando la necessità di un’azione globale, al fine di proteggere questa risorsa e considerarla come un bene comune, garantendo un’equa distribuzione dei relativi benefici collettivi.