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Il cibo ha la stessa dignità di un monumento: parola di ministro

22/05/2012 | Visioni
Il cibo è cultura, quindi le eccellenze alimentari vanno tutelate come un qualsiasi bene culturale. Le dichiarazioni di Ornaghi

Il cibo è cultura, quindi le eccellenze alimentari vanno tutelate come un qualsiasi bene culturale. E’ il ragionamento che, da qualche giorno, ha acceso il dibattito tra esperti del settore e istituzioni. Una polemica scaturita da una dichiarazione di Lorenzo Ornaghi, ministro per i Beni e le attività culturali, il quale riferendosi alle eccellenze alimentari italiane le ha di fatto paragonate per importanza ai classici “beni culturali”.

Se cibo e vino “made in Italy” incarnano risorse basilari per il rilancio economico del nostro Paese, andrebbero quindi tutelati e valorizzati alla stregua dei più celebri beni culturali, come il Colosseo o la Cappella Sistina. Con le sue osservazioni, il ministro Ornaghi ha di fatto reso un servizio al valore e al significato dell’agricoltura. Comparto che oltre a tenere alta la bandiera del “made in Italy” nel mondo, assicura anche risultati sorprendenti nella bilancia dei pagamenti, dal momento che l’agroalimentare rappresenta l’unico comparto produttivo che registra il segno positivo.

Il ministro Ornaghi era già intervenuto nel settore agricolo a proposito dei parchi eolici. Qualche settimana fa aveva infatti chiesto un tavolo tecnico con il ministero dell’Agricoltura per valutare l’impatto paesaggistico delle pale eoliche. Nel corso di un’audizione in commissione Cultura di Montecitorio, a proposito del fotovoltaico, Ornaghi ha sottolineato come questo comporti “un impatto paesaggistico notevole e il decreto sulle liberalizzazioni pone un limite al dilagare su questi impianti sulle aree agricole”.