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Il caldo fa schizzare in alto i consumi di frutta e verdura

25/06/2012 | Agricoltura
Il grande caldo di metà giugno, frutto dell’anticiclone africano, ha fatto schizzare in alto gli acquisti di frutta.

Il grande caldo di metà giugno, frutto dell’anticiclone africano, ha fatto schizzare in alto gli acquisti di frutta. Secondo alcune stime il caldo ha spinto di almeno un 25% i consumi.

arebbero oltre 20 milioni gli italiani che sia a pranzo sia a cena si difendono mangiando frutta fresca, fonte di vitamine, sali minerali e preziosi liquidi per mantenere l’organismo in efficienza e per combattere i radicali liberi, prodotti come conseguenza dell’esposizione solare.

L’estate rappresenta poi la stagione ideale per frutta gustosa, dalle fragole alle ciliegie, dai meloni ai cocomeri, dalle pesche alle albicocche.

Il grande caldo tende poi a favorire la maturazione della frutta, con un aumento della componente zuccherina che assicura ulteriore gusto ai prodotti. Indubbiamente l’aumento dei prezzi non giova però alla diffusione.

L’Italia ha il primato europeo nella produzione di frutta e verdura. Oltre che per quantità, anche per qualità. Gli esperti consigliano di privilegiare il consumo di frutta e verdure crude perché con la cottura si perde parte di acqua, sali minerali e vitamine.

Intanto, secondo uno studio della locale Camera di commercio, è atteso un aumento del 25% della produzione di fragole in Alto Adige.

La crescita è dovuta principalmente alle buone condizioni climatiche. Stabile invece la produzione di ciliegie. In Alto Adige si producono con una coltivazione integrata circa 1.200 tonnellate di fragole. I lamponi e le ciliegie invece rappresentano rispettivamente il 4 e il 6%. Circa 90% del raccolto e’ destinato al commercio all’ingrosso. I mercati di sbocco per i piccoli frutti e le ciliegie con marchio di qualità Alto Adige sono quello locale e l’Italia settentrionale e centrale.