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Il biologico nelle mense scolastiche

26/05/2017 | Normativa
L'emendamento di Martina condivo con Sanità e Pubblica Istruzione

L’obbligo di utilizzare ogni giorno qualche prodotto biologico nelle mense scolastiche era già stato introdotto dalla legge finanziaria del 2000, che intendeva così garantire la promozione della produzione agricola biologica e di qualità.

L’obbligo è stato poi rafforzato dalla legge n. 221/2015 che nel dettare le disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e contenere l’uso eccessivo di risorse naturali, stabiliva che almeno il 15% della carne e almeno il 40% degli altri prodotti usati nella ristorazione collettiva pubblica dovessero essere biologici.

L'emendamento di ieri alla manovra economica promosso dal ministro delle politiche agricole Martina in accordo con i colleghi di Istruzione e Salute, Fedeli e Lorenzin, e con il sottosegretario Boschi, chiude il cerchio istituendo un fondo per sostenere le amministrazioni locali che certifichino la provenienza biologica degli ingredienti utilizzati nelle mense e avviino iniziative di promozione e d’informazione degli utenti.

Un emendamento necessario per far fronte alle precarie condizioni del nostro ambiente gravemente compromesse dall’abuso di sostanze chimiche di sintesi. I dati dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale sono impietosi: in oltre il 60% delle acque superficiali e in oltre il 30% di quelle profonde si trovano 224 pesticidi diversi, in prevalenza diserbanti. La sostanza organica nel suolo sta scomparendo, gli allevamenti intensivi pongono sempre più interrogativi etici e sanitari, basti pensare alle preoccupazioni sull’antibiotico-resistenza indotta dall’abuso di tali farmaci. Le analisi ufficiali mettono in luce che oltre il 37% degli alimenti consumati in Italia contiene residui di pesticidi.