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IFAD, Stati membri per ridurre fame nelle zone rurali

13/02/2018 | Esplorando
Tre quarti della popolazione mondiale più povera e affamata oggi vive nelle zone rurali

I 176  Paesi Membri del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) riuniti a Roma hanno annunciato il loro sostegno al programma IFAD di prestiti e donazioni per 3,5 miliardi di dollari con l’obiettivo di migliorare le condizioni di decine di milioni di abitanti delle zone rurali nei paesi in via di sviluppo. L’annuncio arriva in un momento critico: per la prima volta negli ultimi dieci anni, si registra infatti una crescita del numero di quanti soffrono la fame. Cause principali di tale aumento sono i cambiamenti climatici e i conflitti.

La decisione, annunciata durante le consultazioni finali dell’undicesima ricostruzione delle risorse IFAD, permetterà al Fondo di ampliare il programma di prestiti e donazioni del 10 per cento e contemporaneamente di implementare gli interventi sul campo per il periodo che va dal 2019 al 2021.

Secondo le stime IFAD, durante tale triennio i progetti e i programmi sostenuti dal Fondo permetteranno a ben 47 milioni di piccoli agricoltori di accrescere la loro capacità produttiva rendendo per loro più agevole l’accesso alle tecnologie, ai servizi finanziari inclusivi e alla conoscenza. Quarantasei milioni di persone godranno, grazie a tali programmi e progetti, di un’entrata facilitata sui mercati. Inoltre, 24 milioni di persone saranno messi in condizione di sviluppare una maggiore resilienza ai cambiamenti climatici e ai fenomeni atmosferici estremi, in 12 milioni miglioreranno le loro condizioni di alimentazione e 44 milioni di persone miglioreranno il loro status economico.

“Per raggiungere tali obiettivi, l’IFAD intensificherà il suo lavoro nei settori relativi ai cambiamenti climatici, all’alimentazione e alla parità di genere,  aree centrali che saranno parte integrante di tutti i nostri interventi”, ha detto il presidente dell’IFAD Gilbert F. Houngbo. Che ha inoltre sottolineato come l’impegno degli Stati membri arrivi in un momento cruciale: secondo le stime rese note lo scorso settembre, per la prima volta negli ultimi dieci anni il numero di quanti soffrono la fame è in aumento. Nel 2016 è infatti cresciuto di ben 38 milioni rispetto all’anno precedente. E il fatto che 815 milioni di persone soffrano la fame è da attribuirsi principalmente ai conflitti e ai cambiamenti climatici.

Houngbo ha sottolineato che gli Stati membri impegnati nell'ambito dell'assistenza ufficiale allo sviluppo (ODA) restano la base finanziaria dell’IFAD e che per ogni dollaro investito il Fondo mobilizza di gran lunga di più in cofinanziamento, generando un impatto anche più importante. Ciò nonostante, ha aggiunto, il ritmo di sviluppo attuale potrebbe non essere sufficiente per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Per tale motivi l’IFAD intraprenderà un piano d’azione ambizioso volto a migliorare ulteriormente il suo impatto, esplorando nuove modalità per sfruttare le sue risorse, focalizzandosi su un incremento dei finanziamenti interni e sviluppando nuove risorse, incluse quelle del settore privato.

Tre quarti della popolazione mondiale più povera e affamata oggi vive nelle zone rurali. Il novanta per cento dei contributi messi a disposizione dagli Stati Membri IFAD sarà destinato ai paesi a basso e medio-basso reddito. Tra il 25 e il 30 per cento sarà investito in situazioni di vulnerabilità.

L’IFAD è l’unica agenzia ONU e istituzione finanziaria internazionale che investe esclusivamente nelle aree rurali, sfruttando il potenziale dei piccoli agricoltori e del resto della popolazione rurale al fine di contribuire a uno sviluppo sostenibile. Attraverso il lavoro con governi, società civile, settore privato e altri partner, il Fondo aumenta gli investimenti che stanno trasformando le aree rurali, sia dal punto di vista economico che sociale. Ogni tre anni gli Stati membri IFAD provvedono alla ricostituzione del Fondo. I loro contributi vengono usati per concedere prestiti a tasso agevolato e donazioni ai paesi in via di sviluppo. Tra il 2010 e il 2015 i programmi IFAD  hanno permesso di uscire dalla condizione di povertà a 24 milioni di persone.

A partire dalla sua istituzione nel 1977, gli Stati membri hanno infatti finanziato il Fondo per un ammontare complessivo di circa 8,5 miliardi di dollari, usati per finanziare investimenti pari a 19,7 miliardi di dollari e mobilizzare ulteriori 27,1 miliardi di dollari provenienti da partner interni e internazionali.