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I dolci tipici del Carnevale

04/03/2019 | Visioni
Il giro d’affari è di 228,5 milioni di euro

Le frappe, nelle varie denominazioni, rimangono i dolci più mangiati nel periodo carnascialesco come le lasagna tra i sapori salati. Sono ancora i piatti tipici preferiti dagli italiani, secondo una indagine condotta dal Centro studi della Cna. Le frappe sono un impasto fritto (ma si sta facendo strada anche la versione più leggera, al forno) a base di farina, uova e zucchero, con aggiunta recente, talvolta, di altri ingredienti o con un ''bagno'' nella cioccolata fusa. Prendono nomi diversi da un capo all'altro dell'Italia con curiose comunanze. Si chiamano frappe nel Lazio e chiacchiere in Campania, Lombardia, Piemonte e Sicilia; bugie in Liguria e ciarline in Emilia, fiocchetti in Romagna e cenci in Toscana; galani nel Veneto e crostoli in Friuli Venezia Giulia. A lunga distanza si piazzano i tortelli di carnevale (Lombardia e altre aree del Nord), gli strufoli o struffoli (in tutto il Sud, chiamati pignolata in Sicilia e in Calabria), le castagnole (nel Lazio, nelle Marche e in altre zone del Centro) e le ravioline fritte (Emilia-Romagna).

Nelle pietanze salate c’è meno scelta.  Al primo posto la lasagna, dopo la polenta, condita a sua volta da sughi di carne ricchi e alquanto grassi, a esempio salsiccia e spuntature di maiale. Eppoi la pasta al forno (il sugo è quello della lasagna alla napoletana, ma si usano i maccheroni o i loro derivati), i panzerotti fritti pugliesi (ripieni di carne), i ravioli al ragù con piccole differenze tra una provincia e l'altra del Nord, i fagioli con il maiale mangiati in grande quantità a Ivrea.

La feste sono anche ottime occasioni per l’economia. Il giro d’affari del carnevale è di 228,5 milioni di euro, otto milioni e mezzo più dell'anno scorso e 28,5 milioni più del 2017. La crescita relativa, quindi, è del 3,7% sul 2018 e del 9,25% sul 2017.