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Grosseto, falco pescatore pronto per la libertà

03/07/2014 | Realtà locali
La partenza è prevista per agosto; i volatili dotati di anello identificativo.

La notizia straordinaria è stata la nascita dei piccoli di Falco pescatore, il 15 maggio. Sono cresciuti nella Riserva naturale provinciale della Diaccia Botrona dopo 40 anni di assenza. La nascita dei pulcini nella Diaccia Botrona è un caso davvero speciale anche perché è insolito che il terzo piccolo riesca prima a sopravvivere e, poi, a crescere. La Riserva si è dimostrata un ambiente ideale perché assai ricco di cibo; in particolare, di muggini, facilmente pescabili in acque così basse.

Ora i falchetti sono pronti a lasciare il nido per andare a scoprire il mondo. La loro partenza è prevista per agosto e hanno tutto il neecssario per affrontare il loro viaggio più importante: un anello identificativo alla zampa, che permetterà di riconoscere l’esemplare, e una radio satellitare funzionante ad energia solare che indicherà in ogni momento la posizione, l’esatto percorso intrapreso e anche la temperatura dell’ambiente circostante.

I tre giovani voleranno via insieme ai loro genitori e continueranno a essere seguiti con regolarità. Dallo studio delle registrazioni sarà possibile ricavare importanti informazioni su alimentazione e comportamento. Ma c'è di più. Essenso stati, in un certo senso, adotatti dall'umano consesso, è prevista la partecipazione della popolazione locale alla loro vita. Infatti, chi dovesse avvistarli potrà comunicare la posizione inviando una mail a direzione(at)museonaturalemaremma(punto)it.

Ideatore e coordinatore del progetto di reintroduzione del falco pescatore è Giampiero Sammuri, presidente di Federparchi; responsabile scientifico del progetto è Andrea Sforzi del Museo di Storia Naturale della Maremma; ricercatore è Flavio Monti per il Parco Regionale della Maremma, l’Università di Ferrara ed il CNRS di Montpellier.