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Gli storioni tornano nel delta del Po

04/10/2017 | Realtà locali
Duecento esemplari subadulti liberati in provincia di Ravenna

Il Centro di ricerca universitario di Cesenatico (Corso di laurea in Acquacoltura e Igiene dei prodotti ittici) dell’Università di Bologna, insieme all’Acquario di Cattolica, a Oltremare di Riccione, al Parco Lombardo del Ticino, e alle Amministrazioni comunali e provinciali di Ravenna, ha liberato ieri 200 storioni cobice subadulti, nell’area sud del Delta del Po e nel pomeriggio ha trasferito nelle strutture del Parco Lombardo del Ticino altri 1000 giovani esemplari.

Queste attività scaturiscono dalla collaborazione avviata quest’anno tra Università di Bologna, Acquario di Cattolica, e Oltremare di Riccione con il Progetto Life Natura Con.flu.po (www.life-conflupo.eu), che vede come capofila la Regione Lombardia e come partner la Regione Emilia Romagna, AIPO, AdbPo, le Province di Piacenza e Rovigo, il Parco Lombardo del Ticino e GRAIA srl. Il progetto, cofinanziato dall’Unione Europea mediante lo strumento Life, oltre alla realizzazione del passaggio per pesci di Isola Serafini, che ha permesso di riconnettere ecologicamente il corso del Fiume Po interrotto dall’inizio degli anni ’60 dalla diga a servizio della centrale idroelettrica, prevede azioni mirate a supporto di specie ittiche minacciate, tra cui lo Storione cobice (Acipenser naccarii).

I 200 esemplari liberati nell’area sud del Delta del Po all’interno delle acque della Provincia di Ravenna, sono frutto delle attività di riproduzione artificiale effettuate nel Parco del Ticino in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie-Università di Bologna, e delle successive attività di allevamento effettuate dall’Università in collaborazione con l’Acquario di Cattolica e il Parco Oltremare di Riccione. Questo nucleo si va ad unire al contingente di 6.000 giovani storioni marcati con microchip e ai 100 storioni adulti dotati di emettitore sonar, già liberati da Con.flu.po nel corso del progetto, per aumentare cosi la possibilità di recupero per questa specie ancora a rischio di estinzione.

Questa azione si inserisce anche tra quelle effettuate per la conservazione dello storione dell’Adriatico nel fiume Reno, antico ramo meridionale del delta del Po dove la specie è estinta da oltre 50 anni. La Provincia ha infatti realizzato una scala di risalita permettendo a questo grande pesce di ricominciare la migrazione riproduttiva dalle acque marine a quelle interne, in cui depongono le uova, a partire dagli esemplari reintrodotti. 

Gli animali liberati oggi provengono dalle vasche dell’Acquario di Cattolica e Oltremare di Riccione. Il rilascio nel Delta del Po è stato fatto in collaborazione con i volontari della FIPSAS (Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee di Ravenna), e l’Associazione dei Capannisti, i pescatori sportivi che occupano i tradizionali capanni sul Delta del Po e che da anni ormai sono diventati i “guardiani” dell’area.

Altri 1000 esemplari, di qualche mese di vita, sono stati invece trasferiti nel Parco Lombardo del Ticinodove saranno allevati seguendo prove con alimentazione del tutto naturale, e poi trasferiti in grandi vasche con condizioni seminaturali per assicurare loro le maggiori possibilità di sopravvivenza una volta rilasciati in natura. 

La collaborazione con il progetto Life Con.flu.po, di cui l’operazione fa parte, rientra nel progetto di salvaguardia e tutela delle specie a rischio estinzione “Salva una specie in pericolo” (nato nel 2010), curato dai parchi Costa Edutainment, per sensibilizzare e educare il pubblico alla conservazione, alla gestione responsabile degli ambienti e alla conoscenza degli animali. Le attività di didattica e divulgazione sviluppate dai parchi CE sullo storione andranno a supportare le analoghe iniziative svolte dal progetto per dare una più ampia diffusione alle problematiche che interessano il Po e lo Storione cobice, sua specie bandiera.

“Questa collaborazione ed il nuovo rilascio sono un altro step importante nel progetto di Salva una Specie. Un progetto che vuole valorizzare e far conoscere le realtà e gli enti che si impegnano concretamente e attivamente nella tutela e nella salvaguardia delle specie minacciate come lo storione, oltre a pinguini, api, squali, tartarughe marine, delfini, fenicotteri, ma anche coralli (www.salvaunaspecie.it)” dichiarano il dott. Cristiano Da Rugna, responsabile zoologico Costa Edutainment Polo Adriatico, e Stefano Gridelli, responsabile settore acquariologico Costa Edutainment Polo Adriatico.

La storia - Una volta molti corsi fluviali erano ricchi di storioni che “risalivano” dal mare per la riproduzione. Purtroppo nel corso degli ultimi 50 anni per lo storione a causa dell’inquinamento, della pesca indiscriminata e delle modifiche e sbarramenti dei corsi dei fiumi che ne impediscono la migrazione riproduttiva, le popolazioni hanno vissuto un declino inesorabile. 

Lo storione cobice ha uno scheletro in prevalenza cartilagineo, scudi ossei lungo il corpo al posto delle squame, coda eterocerca come quella degli squali e quattro barbigli vicino alla bocca che è rivolta verso il basso. È una specie “anadroma” che vive in mare in prossimità degli estuari e migra risalendo i fiumi per riprodursi. Gli adulti dello storione possono raggiungere due metri di lunghezza e 80 kg di peso; raggiungono la maturità sessuale tra i 5 e i 16 anni (20 e 30 Kg di peso) e, mentre i maschi si possono riprodurre ogni anno, le femmine hanno intervalli di riproduzione di 2 o 3 anni producendo anche oltre un milione di uova.  Di indole placida si nutrono di crostacei ed insetti e da adulti anche di piccoli pesci che riescono a catturare anche nelle acque limacciose dei fiumi.