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Friuli: stato di calamità naturale per i pescatori

02/04/2012 | Realtà locali
Tempi duri per i pescatori friulani. Arriva la richiesta di stato di calamità

Le eccezionali condizioni di freddo registrate tra fine gennaio e metà febbraio scorsi, che specialmente lungo la costa della laguna di Grado e Marano hanno causato ghiacciate, hanno comportato, tra l’altro, la moria di migliaia di specie ittiche di ogni taglia.

La Regione Friuli-Venezia Giulia ha inviato, ai primi di marzo, al ministero delle Politiche agricole la richiesta di dichiarazione di calamità naturale per l’attivazione del Fondo di solidarietà nazionale della pesca e dell’acquacoltura.

“Nel fare ciò - segnala il consigliere Brussa - si è incorsi nell’errore di ricomprendere esclusivamente le aziende esercitanti l’attività di vallicoltura e non della pesca. Ecco perché è urgente un ampliamento di quella richiesta per attivare il Fondo di solidarietà”. E’ in tal senso che il consigliere è intervenuto presso l’assessore regionale Claudio Violino sottolineando come tale azione sia tanto più necessaria in considerazione del fatto che le conseguenze di quegli eventi continuano a pesare sulle attività dei pescatori, in particolare su quella a strascico effettuata a Grado e Marano, che rischia davvero il collasso.

Brussa ha anche sollecitato Violino a predisporre un Piano di gestione della pesca, in analogia a quanto già fatto dalle Regioni Toscana e Liguria, per limitare i vincoli previsti dalle normative europee. Infine, l’esponente del Pd ha rappresentato all’assessore l’opportunità di una conferenza regionale sulle prospettive della pesca in Friuli-Venezia Giulia, in considerazione del ripetersi di situazioni che ne mettono a repentaglio l’attività e tenendo conto della limitata area di mare in cui i nostri pescatori sono costretti a operare.