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Fragole, il ritorno alla coltivazione in Italia

17/07/2017 | Agricoltura
Negli ultimi anni si assiste ad una significativa ripresa.

Dopo un periodo di contrazione della coltivazione delle fragole, dovuta anche dalla forte concorrenza della Spagna, negli ultimi anni si assiste ad una significativa ripresa.

Una crescita che non riguarda tutti i principali bacini produttivi italiani ma che sembra interessare in modo particolare le regioni del Sud Italia. Le superfici destinate alla coltivazione della fragola nel 2017 segnano infatti un aumento rispetto agli investimenti del 2016. Con poco più di 3.640 ettari la fragolicoltura nazionale aumenta del 3% e raggiunge un livello tra i più elevati degli ultimi anni; rispetto al 2015, l’aumento è nell’ordine dell’8%, con gli investimenti del 2017 che ritornano simili a quelli di dieci anni prima.

La coltivazione è in ascesa in particolare nelle aree del sud del paese: Basilicata e Campania sono arrivate a rappresentare il 47% della produzione nazionale. La Basilicata, in linea con gli incrementi registrati già negli ultimi anni, rafforza gli investimenti del 4% rispetto all’anno precedente. La fragolicoltura in Campania, con circa 860 ettari, incrementa del 5% rispetto allo scorso anno. Stabili gli investimenti in Sicilia, terza regione in ordine di importanza, con 315 ettari.

Nei Paesi dell’Unione Europea le superfici a fragole recentemente si attestano su circa 100mila ettari e presentano stabilità nell’ultimo triennio; il paese con i maggiori investimenti si conferma la Polonia con quasi la metà delle superfici complessive di tutta la Ue a 28, che restano costanti nel tempo; secondo i dati Eurostat, la superficie è, invece, lievemente calata in Germania, secondo paese in ordine di importanza, passando dai quasi 16mila agli attuali 14mila ettari. Minori investimenti anche in Spagna che negli ultimi anni flette da circa 8mila a 6.800 ettari.

L’andamento delle produzioni non rispecchia fedelmente quello delle superfici, infatti il maggior paese produttore è la Spagna con produzioni mediamente sopra le 300mila tonnellate e con un trend in aumento nell’ultimo triennio; distaccata, al secondo posto, la Polonia con circa 200mila tonnellate stabile durante l’ultimo biennio. La Germania occupa il terzo posto in ordine di importanza con quantitativi in costante aumento e che recentemente hanno raggiunto le 170mila tonnellate.

Le fragole italiane sono per lo più destinate al mercato nazionale, dove da diversi anni sembrano riscontrare un buon successo. Dalle 69mila tonnellate di circa 10 anni fa gli acquisti al dettaglio di fragole in Italia sono arrivati nel 2016 a raggiungere le oltre 86mila tonnellate. Il volumi acquistati nel 2016 rappresentano così il livello massimo raggiunto.

In calo risulta il prezzo medio, soprattutto se si fa riferimento al periodo 2008-2012, quando si posizionava mediamente attorno ai 3,70 euro/kg, contro gli attuali 3,45/3,50. Le buone performance del 2016 si sono peraltro ottenute a fronte di un prezzo medio non significativamente inferiore rispetto all’anno scorso, a riprova che l’acquisto non è così condizionato dal prezzo.

Dal 2006 la grande distribuzione organizzata ha conquistato stabilmente la fetta più grossa del mercato nazionale. Iper, super, discount e super hanno visto un crescendo inarrestabile, in termini di volume sul totale, fino a raggiungere il 68% nel biennio 2014-15. Attualmente sono al 67%. In valori assoluti si tratta di oltre 58mila tonnellate di merce di cui il 40% è rappresentato dai supermercati, il 13% dai discount, il 12% dagli iper ed il 2% dai super. A conferma di ciò che avviene nel comparto ortofrutticolo, anche nel caso specifico delle fragole, si segnala l’impennata dei discount che nell’arco di dieci anni hanno raddoppiato il volume veicolato alle famiglie italiane.

Sul piano dei canali tradizionali qualcosa si muove, a fronte di un volume di acquisti di quasi 27 mila t, scendono ancora una volta gli ambulanti che rappresentano il 12% del totale acquisti, mentre sale dal 17 al 19% l’importanza dei fruttivendoli. Sono proprio i dettaglianti specializzati che risollevano le sorti della categoria tornando a una percentuale di acquisti pari a quella dei primi anni duemila dopo annate di profonda crisi, basti pensare al 2009 quando si sfiorò il 12% degli acquisti.

Il volume d’affari più importante per le fragole nel 2016 avviene tramite i supermercati con oltre il 42% del totale generato che è di circa 300 migliaia di euro, seguono gli specializzati al 18%, iper e ambulanti entrambi al 12% e discount all’11%.