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Fragole, calano le superfici coltivate ma non in Basilicata

10/03/2015 | Realtà locali
Si arriva da una stagione difficile, che ha visto concentrarsi fattori climatici avversi

I dati sui consumi di fragole sono molto positivi (+4% di acquisti nel 2014 rispetto all’anno precedente) e l’ottimismo è la parola d’ordine per la prossima, imminente, campagna. Le superfici destinate alla coltivazione della fragola in Italia, a livello nazionale, registrano un calo rispetto agli investimenti del 2014. Con circa 3.570 ettari la fragolicoltura specializzata in Italia scende del 4% e si colloca su valori molto simili a quelli del 2011. L’83% della superficie coltivata riguarda impianti in coltura protetta, con il rimanente 17% in pieno campo, fattispecie in cui il calo risulta più marcato, con il 10% in meno rispetto all’anno precedente.

La contrazione ha toccato in maniera generalizzata quasi tutti i bacini produttivi più importanti in Italia, con poche eccezioni che riguardano soprattutto le aree meridionali. A fronte di una decisa contrazione in Calabria (-20%), ma anche in Sicilia (-5%), la Campania si conferma prima regione di produzione italiana.

La Basilicata è in controtendenza affermando una buona crescita produttiva del 9% rispetto al 2014. Nell’ambito delle aree a Nord del paese, ilVeneto si conferma regione leader della fragolicoltura italiana, con una particolare concentrazione delle superfici coltivate nel veronese. Una leadership consolidata anche per il 2015 nonostante si registri un calo molto significativo degli ettari coltivati; sono circa 100 gli ettari in meno a fragola nel 2015 rispetto al 2014.

In grande calo anche la coltivazione in Emilia Romagna con un -6% rispetto all’anno precedente. Il Piemonte, invece, si presenta nel 2015 in controtendenza rispetto alle altre regioni del Nord con un incremento di superfici del 13%. 

A livello varietale è interessante la sempre maggiore concentrazione di alcune regioni del Sud su alcune varietà: in Basilicata la varietà Candonga rappresenta di gran lunga quella più coltivata, con circa l’80% degli impianti della regione, mentre in Campania è la varietà Sabrina a detenere oltre il 60% degli investimenti.