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Forlimpopoli, il premio Artusi 2018

20/11/2018 | Realtà locali
Va a José Graziano da Silva, della Fao

Il Direttore generale della Fao, José Graziano da Silva, nella città artusiana. Appuntamento per sabato 24 novembre alle ore 15.00 a Casa Artusi (Chiesa dei Servi) a Forlimpopoli, con la consegna del Premio Artusi. Non solo un momento celebrativo che chiude la Festa Artusiana, ma un pomeriggio di riflessione a tutto tondo sul cibo, sulle risorse, sulla fame in ambito mondiale.

Sono la storia e l’attualità di Da Silva a dirlo. Da tre decadi è impegnato sui temi della sicurezza alimentare e dello sviluppo rurale dell’agricoltura, artefice anche del programma “Fame Zero” in Brasile, introdotto nel 2003 per garantire il diritto di accesso ai prodotti alimentari di base e sradicare la fame nel paese più grande e popolato del Sud America.

Un percorso di questo tipo non poteva che incontrarsi con Forlimpopoli, città natale del padre della cucina italiana, e in particolare con il Premio Artusi da sempre momento di confronto sui rapporti cibo-uomo. A scegliere il nome di Da Silva in questo 2018 anno del cibo italiano è stato il Comitato scientifico di Casa Artusi. Questa la motivazione del riconoscimento: “Il Premio Artusi 2018 a José Graziano da Silva per l’impegno profuso con grande efficacia e coerenza, sia alla guida della FAO sia nell’ambito del progetto brasiliano “Fame Zero”, per la lotta contro la fame e la malnutrizione. Il riconoscimento artusiano vuole sottolineare il lavoro straordinario svolto a sostegno delle comunità locali fondato sul concetto di cibo sano e biodiversità agricola e alimentare. La salute e la nutrizione richiedono la connessione del concetto di cibo a quello di agricoltura”.

Nelle edizioni passate il Premio Artusi è stato assegnato, per citare gli ultimi vincitori, al Comitato per la Lotta alla fame(Italia - 2007), Wendell Berry(2008), Serge Latouche (2009), Don Luigi Ciotti (2010), Oscar Farinetti (2011), Andrea Segrè (2012), Mary Ann Esposito (2013), Enzo Bianchi (2014), Alberto Alessi (2015) e Carlo Petrini (2016), Vittorio Citterio (2017).