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Ferrara: le stime dei danni subiti dall’agricoltura in seguito al terremoto

13/07/2012 | Realtà locali
Una stima da presentare in Regione dei danni che l’agricoltura ha subito dal terremoto.

Non sono ancora dati ufficiali, ma la Provincia di Ferrara arriva prima, tra i territori dell’Emilia colpiti, nel produrre una stima da presentare in Regione dei danni che l’agricoltura ha subito dal terremoto.

Le cifre parlano da sole. Le aziende che hanno riportato danni, e non solamente nei sette comuni maggiormente investiti, sono 906. Se a queste si aggiungono quelle del settore agroindustriale, di cui non si hanno per ora segnalazioni, il numero sale ad un migliaio in tutto.

Il che vuol dire il 57% delle aziende del settore primario dell’Alto Ferrarese.Tradotto in soldi significa 150 milioni di danni misurabili: 100 milioni ai magazzini, 26 alle abitazioni, 14 ai fienili e cinque ad attrezzature e impianti.In superficie si parla di 55mila ettari interessati sui 180mila complessivi a livello provinciale, con una produzione lorda vendibile valutata in 130 milioni di euro. Una vera mazzata per l’agricoltura ferrarese, la quale nel frattempo sta facendo i conti con una prolungata siccità che sta mettendo in ginocchio colture come il mais (si contano 49 mila ettari che si stanno perdendo), soia e in pericolo sarebbe pure quasi il 50% delle pere abate.

Rispetto ai danni stimati il quadro delle risorse non sembra roseo. Il governo ha messo a disposizione 2,5 miliardi complessivi, cui vanno aggiunti ulteriori 130 milioni solo per l’agricoltura. Il problema è che questi numeri non bastano a tappare tutti i buchi provocati dalle due scosse del 20 e 29 maggio scorsi. “La speranza – afferma l’assessore provinciale all’Agricoltura Stefano Calderoni - è che si possa superare il monte risorse di 2,5 miliardi, per dare risposta più esaustiva ad un’economia colpita che da sola vale il 2% del Pil nazionale e il 4% dell’export”.

Ai danni già certificati vanno poi aggiunti i problemi che possono sopraggiungere in seguito all’adeguamento sismico anche delle strutture che non hanno riportato danni. Mentre il quadro normativo non porta in dote nemmeno un euro, potrebbero d’altro canto moltiplicarsi le spese per gli agricoltori che dovessero conformare le loro strutture e gli immobili alle stringenti regole nel frattempo fissate.

Ed anche su questo fronte si leva la voce dell’assessore Calderoni, perché ci sia un aiuto concreto per la ricostruzione e l’adeguamento sismico. “Gli agricoltori si chiedono – prosegue – quando arrivano i soldi e quanti sono, ma il discorso è tuttora in itinere, anche se è un fatto eccezionale che in Italia si possa parlare di ricostruzione dopo poco più di un mese dall’ultima scossa di terremoto”. Al monte risorse vanno poi aggiunti cinque milioni di euro stanziati a livello nazionale, destinati all’agricoltura per l’abbattimento dei tassi d’interesse e l’accesso al credito.