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Export agroalimentare italiano ..a tutta birra

07/12/2012 | Qualità
Presentato un importante accordo commerciale in favore del "Made in Italy".

Da oggi il made in Italy ha un'arma in più. Ai tradizionali beni che la catena Eatitaly già esportava nel mondo si è aggiunta la birra. Due giorni or sono è stato presentato un accordo commerciale tra i due prestigiosi marchi, con reciproca soddisfazione. L'obiettivo è quello di creare un polo dell'italica qualità nel bere e nel mangiare.

Con connotati etici: "non voglio più lottare contro le multinazionali ma voglio convincerle a diventare buone, pulite, giuste", ha affermato Farinetti, patron della catena. "E SabMiller (grupo cui peroni fa capo) ha queste caratteristiche" ha concluso.

Birra Peroni, nata a Vigevano nel lontano 1846, sarà il brand su cui puntare in patria. All'estero, si farà leva su Nastro Azzurro, la birra italiana più apprezzata all'estero. Quello che spesso manca alle pur volenterose aziende che con fatica si affacciano sui mercati esteri è il fare sistema. Con l'unione di questi due marchi prestigiosi forse ora le cose andranno meglio.

Il Ministro per la coesione territoriale, Barca, presente all'incontro, ha rimarcato l'importante contributo dell'agroalimentare nell'affermazione dell'immagine dell'Italia nel mondo. "Occorre adesso porre questo indiscusso asset nazionale al centro di politiche economiche di territorio sempre più orientate alla qualità", ha concluso.