Beta version

Expo, la natura entra in carcere con gli orti verticali

21/05/2015 | Visioni
Il progetto per le donne dà appuntamento per sabato 23 al Cluster Cereali e Tuberi

Un tema forte ed estremamente importante, legato al messaggio dell’inclusione sociale di cui Expo è pervasa, è quello di cui si parlerà nell’iniziativa sociale curata da Casillo Group (che ha sede a Corato, Bari), impresa italiana attiva nel campo delle semole, grano, farine commestibili, prodotti da forno che partecipa ad Expo come partner dello sponsor di questa sezione, Farine Varvello 1888

Ospiti dell’appuntamento che si terrà sabato 23 maggio alle 19 presso il Cluster dei Cereali e Tuberi i rappresentanti di Made in Carcere, il brand creato da Officina Creativa, cooperativa no profit con sede a Lecce, che offre alle donne detenute la possibilità di imparare un lavoro e mantenersi o mandare i soldi a casa; l’iniziativa offre loro una seconda opportunità, la possibilità di reinventarsi  e reinserirsi nel contesto lavorativo e sociale, avviando un concreto percorso di riavvicinamento al mondo del reale. 

Sarà la fondatrice di Made in carcere, Luciana Delle Donne, Ambassador di WE-Women for Expo, a parlare della mission del suo gruppo di lavoro e a presentare, in particolare, gli ultimi progetti attuati, tra cui quello degli Orti Verticali; materiali di recupero che altrimenti andrebbero al macero (cassette della frutta e sacchi di caffè) sono confezionati dalle detenute, per contenere terra, semi e piante e dare vita ad un prodotto creativo che consenta di avere piccoli grandi orti a portata di mano, con aromi, erbe officinali, fragole e ortaggi, da coltivare in piccoli spazi. Primo luogo di destinazione gli stessi istituti penitenziari: obiettivo principale è quello di offrire a donne e uomini detenuti la consapevolezza dei ritmi della Natura - dei quali vengono privati con la reclusione - cercando di costruire un feeling con quello che essa può dare all'uomo. Un progetto che nasce come una sorta di "nature therapy" per persone in stato di detenzione, ma che vuole andare oltre, contaminando fiere e scuole.

Insomma un appuntamento interessante quello di cui si parlerà sabato 23 maggio ad Expo: anche in luoghi di degrado e disagio come le carceri,  si possono costruire e ricostruire umanità e dignità. Attraverso la vendita dei prodotti, Made in Carcere paga uno stipendio alle donne detenute che lavorano, dimostrando che si può fare impresa sociale, generando economia, anche in luoghi di solito a ciò non adibiti.