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Europa, più import di ortofrutta che export

27/10/2016 | Agricoltura
Eurostat lo definisce uno scenario commerciale dinamico

La frutta rappresenta il 61,5% del valore totale originato dal commercio intra Ue, mentre le verdure solo il 38,5%, nonostante il pomodoro rappresenti il prodotto più scambiato con una percentuale del 9,8%. Tra i Paesi, i principali attori di mercato sono Spagna, Olanda e Italia, che da soli generano più di due terzi del valore degli scambi tra Stati membri. La Spagna è leader in tutti i comparti, eccezione fatta per pomodori, carote e mele. L’Olanda è prima nel commercio di pomodori mentre l’Italia è in cima alla classifica per l’export intra europeo di uva da tavola (con il 31,7% del mercato) e mele (28,2%).

In termini di import, la frutta a guscio è il prodotto più acquistato da tutti gli Stati del Vecchio Continente e rappresenta più di un quarto dell’intero valore – circa 19 miliardi di euro – di ortofrutta . Al secondo posto troviamo le banane (17,7%), seguite da datteri, fichi, ananas e avocado (in totale 11,5%), uva da tavola (9,9%) e agrumi (9,1%). Nonostante i paesi di origine dei prodotti acquistati siano molto vari, quasi la metà della merce arriva da soli 5 paesi: Stati Uniti (15,0%), Turchia (10,7%), Sud Africa (8,4%), Marocco (6,7%) e Costa Rica (6,2%).

Da sottolineare una chiara tendenza alla specializzazione dei Paesi in fatto di prodotti forniti: tre quarti della frutta a guscio proviene da Stati Uniti (53,2%) e Turchia (21,3%), due terzi delle banane ha origine in Centro e Sud America (Colombia 26%, Ecuador 24,5%, Costa Rica 17%) e due quinti di datteri, fichi, ananas e avocado proviene da Costa Rica (24,5%) e Perù (16,3%). Quasi un terzo degli agrumi in entrata è sudafricano (31,3%) mentre un altro terzo proviene da Argentina (11,2%), Turchia (9,9%) e Marocco (9,3%).

Il Sud Africa è anche il primo fornitore di uva da tavola (26,0%), seguito da Turchia (20%) e Cile (15,4). Infine quasi quattro quinti di mele e pere provengono ​​da soli tre paesi: Sud Africa (29,6%), Cile (27,7%) e Nuova Zelanda (21,6%), mentre la metà delle ciliegie, albicocche, susine e pesche hanno origine cilena (20,5%), neozelandese (18,7%) e marocchina (11,9%).

Per quanto riguarda gli ortaggi, il Marocco è il principale fornitore di pomodori (82,5%), legumi freschi (45,7%) e lattuga (31,2%), mentre Israele primeggia nel comparto delle carote (56,8%), il Kenya per l’import di cavoli (43,6), la Turchia per i cetrioli (27,3%) e la Cina per le cipolle e l’aglio (24,6%).

Nel 2015 la Svizzera è stata la principale destinazione extra Ue di ortofrutta europea con il 20,6% dei prodotti assorbiti, seguita da Norvegia (12,1%), Bielorussia (10,4%) e Stati Uniti (6,2%). In generale il saldo finale della bilancia commerciale europea per frutta e verdura fresca è stato negativo, con il valore delle importazioni quattro volte superiore a quello delle esportazioni.