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Estate, conseguenze endocrinologiche

07/07/2015 | Salute
La scoperta viene dal mondo scientifico giapponese

La percezione dell’arrivo dell’estate ce l’abbiamo non solo dall’osservazione del mondo esterno, dalle giornate più lunghe, dal caldo, dai cambiamenti che vediamo intorno a noi, sia nel mondo vegetale che in quello animale. Un forte messaggio arriva anche dal nostro cervello, che sarebbe quindi in grado di andare oltre la percezione del cambiamento dei ritmi giornalieri. Lo ha scoperto un team di scienziati giapponesi del Riken Brain Science Institute, che ha pubblicato la ricerca sulla rivista dell’Accademia americana delle scienze Pnas.

Quello che succederebbe nel nostro cervello sarebbe lo sfasamento di due delle “lancette” del nostro orologio biologico che risiede nel nucleo soprachiasmatico, nell’ipotalamo, formato da gruppi di neuroni, in grado di scandire i ritmi giornalieri, ma apparentemente anche quelli stagionali.

Con l’aumentare della durata del giorno, cambierebbe il trasporto del cloruro che verrebbe richiamato dai neuroni posizionati nella parte dorsale del nucleo soprachiasmatico. Superando determinate concentrazioni questi indurrebbero in uno dei più importanti neurotrasmettitori prodotti dai neuroni, il Gaba, un comportamento non più come inibitore dell’attività nervosa, ma come eccitatore.