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Esperienze: la scelta di Livio Bozzolo, imprenditore agro forestale

01/06/2012 | Visioni
Livio Bozzolo ha deciso di tornare al bosco, ma con una attività imprenditoriale che potesse garantirgli un futuro ed una prospettiva.

Opera nel settore della selvicoltura nella montagna prealpina della provincia di Varese dal 1983. Una scelta personale, lontana da tradizioni di attività familiari. Livio Bozzolo ha deciso di tornare al bosco, ma con una attività imprenditoriale che potesse garantirgli un futuro ed una prospettiva.

“Sono partito da solo ed oggi ho una impresa con sette dipendenti ed un livello di meccanizzazione coerente con il tempo in cui viviamo – racconta. “Recentemente ho acquistato un carrello pescante per teleferica Woodliner autonomamente auto-traslante sulla fune portante, radiocomandato a distanza, che ha cambiato radicalmente il lavoro in bosco in zone impervie consentendo il cosiddetto esbosco per pianta intera – spiega.

“La mia generazione è, quindi, passata in meno di un ventennio dal tempo delle fatiche colossali dei tagliaboschi alla realtà attuale, quando possiamo dire che si passi dall’albero in piedi alla consegna dei prodotti quasi senza che le mani degli operatori tocchino il legno. Questo, però – continua Bozzolo - è stato il senso dell’innovazione passata, che ha portato maggiore efficienza, migliore competitività ed un livello di sicurezza in bosco ed in azienda un tempo impensabile”.

Non è stato un percorso né facile né indolore: per fare tutto questo le imprese del settore hanno dovuto dotarsi di macchinari moderni e costosi che oggi incidono pesantemente sui bilanci, un tempo costituiti prevalentemente dai salari dei dipendenti. Bozzolo racconta nei dettagli l’esperienza. “Siamo partiti dalla constatazione, banalissima, che il prezzo della legna, da ardere e da opera, è una delle cose più stabili che esistano al mondo mentre il prezzo dell’energia è in continua e costante ascesa. Grazie ad un incontro quasi fortuito con Walter Righini, presidente del Tcvvv, e ad una successiva visita alla centrale di Tirano, è nata l’idea di vendere non solo legname ma anche energia e quindi calore ai consumatori finali. E’ quello che abbiamo fatto: con altri tre colleghi operatori forestali titolari di imprese (Enrico Ravelli di Cugliate Fabiasco, Ilario e Silvano Ronzani di Grantola) e la Tcvvv stessa, abbiamo costituito la Energia Legno Varese (Elva), una srl che ha lo scopo di valorizzare il lavoro dei soci tramite la costruzione di impianti di teleriscaldamento funzionanti a bio-masse forestali. Non è stato facile ma ci siamo riusciti e la realizzazione è stata possibile solo per il fattivo aiuto di diverse amministrazioni pubbliche che hanno creduto in noi ed in quello che stavamo proponendo. Di queste amministrazioni ricordo il Comune di Marchirolo, la Provincia di Varese e la Regione Lombardia, anche per il contributo a noi concesso. L’idea imprenditoriale è nata dall’esigenza di valorizzare i molti scarti di legname che rimanevano in bosco in quanto non direttamente commercializzabili perché di ridotte pezzature e che, rimanendo in loco, andavano a incrementare il problema degli incendi boschivi. Il problema non è così banale come può sembrare: valorizzare questa risorsa in termini economicamente coerenti richiede un elevato livello di meccanizzazione che permetta di trattare adeguati quantitativi di prodotto con costi compatibili con il basso valore unitario, proprio in una provincia come la nostra dove, a differenza della Valtellina e Valcamonica, c’è grande abbondanza di materiale legnoso ma di scarso valore, ad esempio castagno ed altre essenze minori. Oggi nel Comune di Marchirolo abbiamo il primo esempio in provincia di Varese di centrale termica per teleriscaldamento funzionante a bio-masse forestali. L’impianto dell’Elva riscalda il palazzo comunale, le scuole elementari, la palestra e numerose abitazioni ed edifici privati, i cui proprietari sono stati attratti in un secondo momento, proprio dalla possibilità di risparmio sulle bollette energetiche per il riscaldamento. Infatti a soli pochi mesi di distanza dall’avvio dell’impianto – continua Bozzoli - la società Elva srl ha dovuto realizzare una nuova rete di distribuzione, al fine di allacciare le numerose nuove utenze, attratte particolarmente dalle condizioni economiche estremamente vantaggiose, che permettono ai privati un risparmio nell’ordine del 20% sui costi di riscaldamento, anche se in partenza è stato veramente difficile riuscire a proporre un teleriscaldamento a legna, con le difficoltà di approvvigionamento nei mesi invernali in una realtà già da decenni metanizzata. L’amministrazione comunale ha appena finito di realizzare, grazie ad un finanziamento comunitario del P.S.R. destinato agli enti pubblici, un nuovo lotto di rete di circa 600 metri nella parte centrale del paese, che ci ha dato in concessione per poter quindi allacciare nuovi utenti e il nuovo edificio comunale che utilizzerà, con la nostra acqua a 90°, un innovativo sistema di trigenerazione per il raffrescamento delle strutture nel periodo estivo”.

L’impianto funziona a “cippato” derivante dalla lavorazione di scarti di legna di poco valore che altrimenti rimarrebbero abbandonati nei boschi ed è costituito da una caldaia della potenza di un megawatt e da una rete di distribuzione che porta l’acqua calda alle singole utenze, dove tramite uno scambiatore di calore, viene riscaldato il circuito interno e la conseguente fornitura viene quindi pagata solo in base al calore effettivamente ceduto, quindi in base al consumo registrato .

Quello di Marchirolo è un piccolo impianto che nell’anno termico 2011 riscaldando gli edifici comunali e un totale di 30 utenti privati ha fatturato consumi pari a 1.200.000 kWh, con un risparmio energetico di circa 100 Tep (tonnellate equivalente petrolio grazie ai quali si otterranno i nuovi TEE) ed un consumo di cippato di 3.000mila metri cubi che equivalgono a circa 9mila quintali.