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Energia sostenibile: a Ravenna un nuovo condominio in classe A+

14/06/2012 | Realtà locali
E' stato da poco ultimato, a Ravenna, un edificio residenziale a bassissimo consumo energetico

Progettato cinque anni fa con una sensibilità quasi all’avanguardia per l’epoca, è stato da poco ultimato, a Ravenna, un edificio residenziale a bassissimo consumo energetico che rappresenta il primo intervento simile, per performance e dimensioni, in Emilia-Romagna.

Composto da quindici appartamenti e due uffici, il condominio risponde alla volontà di realizzare – a costi accettabili per l’edilizia residenziale – alloggi sostenibili sullo schema della Passivhouse, adattando questo modello peculiarmente nordeuropeo alle caratteristiche del microclima ravennate – medio temperato caratterizzato, d’inverno, da persistenti nebbie e, d’estate, da temperature elevate, con relativo alto tasso di umidità.

L’intero edificio rientra nella classe A+, secondo i parametri fissati dall’Agenzia CasaClima di Bolzano. Questo risultato è stato maturato grazie ad un intenso lavoro di cooperazione tra tutti gli attori coinvolti nel processo di progettazione e realizzazione, che ha dato vita ad un vero e proprio “laboratorio di sperimentazione”, non solo nelle tecniche, ma anche nei materiali. L’intero edificio è stato così studiato concertatamente, in tutti i dettagli, in fase iniziale del progetto, diversamente da quanto avviene nell’edilizia tradizionale.

I diversi attori della filiera edilizia (progettisti, maestranze, artigiani e fornitori) si sono poi periodicamente incontrati e confrontati in cantiere, rispondendo così concretamente alla volontà di realizzare una vera e propria progettazione “corale”. La portata innovativa del progetto si esprime anche nella scelta di materiali e tecniche; si è infatti scelto di attingere a prodotti certificati presenti sul mercato estero, testandoli nel contesto italiano. Gli infissi, ad esempio, sono stati posati su un telaio in legno perimetrale, a sua volta sigillato con nastri butilici, mentre al passaggio delle condutture del gas si è preferita l’adozione di cucine ad induzione, che hanno come unico attacco l’alimentazione elettrica. Entrambe le scelte hanno risposto all’imperativo di eliminare il più possibile i ponti termici, a cui contribuiscono anche le pompe di calore VRV/VRF e l’impianto di micro-cogenerazione, che producono combinatamente energia elettrica e energia termica per l’acqua calda sanitaria.

L’energia elettrica in eccesso viene poi ceduta alla rete e l’incasso così ottenuto va a coprire buona parte delle spese condominiali. Altro elemento di grande innovazione è rappresentato dal fatto che l’intero edificio sia completamente – oltre che costantemente – monitorato. Un sofisticato sistema misura infatti sia la trasmittanza, lo sfasamento e la permeabilità all’aria dell’involucro, che il benessere ambientale, valutato tenendo conto di luminosità, temperatura, umidità e presenza di anidride carbonica.

Il sistema, che si avvale di ben 46 sensori, si interfaccia con una centralina meteo. Diventa in questo modo possibile capire in che modo i materiali utilizzati reagiscono agli agenti atmosferici e alla temperatura esterna. A seguito della richiesta dello studio di progettazione e del costruttore, il First Window Partner Internorm TBT2 di Ravenna ha studiato un sistema nodo telaio serramento/controtelaio/muro che risolvesse le problematiche comuni di tenuta aria/vapore tipiche dei sistemi di montaggio tradizionale.

La prima analisi ha interessato un tipo di controtelaio che, ideato dall’ufficio tecnico TBT2, risolvesse anche le necessità di inserimento di una zanzariera a scomparsa senza per questo inficiare le caratteristiche di isolamento. Si deciso in questo caso per un sistema realizzato in compensato marino opportunamente assemblato e isolato con nastri di tenuta in materiale specifico Ampacoll. I montatori TBT2 hanno poi provveduto a installare i controtelai con fissaggio meccanico a tasselli, a differenza del normale utilizzo delle manovalanze di cantiere, che abitualmente murano con zancatura classica a cemento.

Il tutto è stato isolato con nastri in aderenza all’intonaco che ottimizza il freno aria-vapore. L’installazione dei serramenti internorm Varion4 è avvenuta anch’essa utilizzando materiali innovativi di sigillatura quali il pre-estruso rs6 di Ampacoll, oltre ai nastri espandenti ormai di normale utilizzo. Il pre-estruso è stato “montato” su una cava opportunamente realizzata sul controtelaio e il serramento gli è stato “schiacciato” contro. La sigillatura finale siliconica ha rifinito il foro e il montaggio è stato completato.

Grazie a queste attenzioni la prova del Blower-door test è stata superata con facilità.