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Enea in favore dell'Urban Green

23/05/2016 | Ambiente
Giardini, viali ma anche tetti diventano luoghi ideali dove piantare e coltivare

La città si tinge di verde, ma non solo in maniera tradizionale. Non solo giardini e viali ma anche tetti, pareti e balconi diventano i luoghi ideali dove piantare e coltivare. Tanti polmoni metropolitani per ridurre l’accumulo di calore, contrastare l’inquinamento acustico, da CO2e polveri sottili e contribuire al deflusso delle acque piovane.

L’uso di specie vegetali autoctone in città permetterebbe di ridurre i costi di gestione, di valorizzare al meglio il paesaggio urbano e di ridare identità ai luoghi. “Ma tutto ciò richiede una progettazione adeguata, a partire dalla scelta di utilizzare le specie della nostra flora, perché resistono meglio ai diversi climi del nostro Paese e si integrarsi con l’ambiente circostante", spiega Patrizia Menegoni ricercatrice dell’Enea.

Su queste basi proprio l’ENEA ha lanciato il progetto Anthosart - finanziato dal MIUR - in collaborazione con la Società Botanica Italiana e il Forum Plinianum. L’obiettivo principale è quello di collegare e di trasferire l’expertise scientifica di orti botanici e banche del germoplasma – vere e proprie casseforti che custodiscono il nostro patrimonio vegetale – al settore florovivaistico (moltiplicatori, vivaisti, garden center, progettisti) per la progettazione e la gestione a basso impatto ambientale del verde urbano e per la creazione di green innovative e sostenibili. In Italia il florovivaismo è un comparto di rilievo che rappresenta il 5% della produzione agricola totale. In Europaè ai primi posti della classifica per superficie coltivata a piante e fiori, nonostante la concorrenza di Paesi come Danimarca e Olanda“.

Ma serve più ricerca per innovare prodotti e processi e per rivedere scelte che ormai valutiamo come inopportune – sottolinea sempre la studiosa – Il nostro obiettivo è di contribuire in modo significativo alla sostenibilità economica e ambientale delle produzioni florovivaistiche, alla salvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio genetico autoctono e alla promozione lungo tutta la filiera di specie idonee ai vari luoghi di impianto”.