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Emilia-Romagna: approvato progetto di legge per la riforma dei Consorzi di bonifica

25/07/2012 | Realtà locali
I tributi di bonifica dovranno essere utilizzati per finanziare gli interventi di manutenzione e di presidio del territorio.

I tributi di bonifica dovranno essere utilizzati per finanziare gli interventi di manutenzione e di presidio del territorio. E’ uno dei passaggi più importanti contenuti nel progetto di legge sul riordino dei consorzi di bonifica, approvato dall’assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna.

In precedenza i tributi di bonifica erano destinati a sostenere la sola attività di vigilanza. Per le aree appenniniche, la legge accoglie le richieste delle Unioni di Comuni montani di confermare e finalizzare la contribuenza a lavori ed opere di presidio idrogeologico, di sottoporre preventivamente i programmi di bonifica all’esame delle Unioni.

Tra le novità introdotte dal nuovo testo anche quella relativa al pagamento delle quote consortili per i proprietari degli immobili situati nelle aree urbane: questi ultimi non dovranno pagare se la rete fognaria è in grado di allontanare le acque meteoriche senza significative interconnessioni con la rete di bonifica, mentre in caso contrario il tributo è dovuto.

Pertanto l’esborso ci sarà soltanto per proprietari di edifici che traggono un beneficio specifico e diretto dalle opere di bonifica. Tra le altre novità del testo anche l’obbligo a contribuire alle spese del Consorzio per chiunque, pur non associato, scarichi acqua nei canali consortili. Nel documento approvato, inoltre, viene stabilito che i canali di bonifica potranno essere utilizzati anche per usi diversi da quello irriguo, come quello civile ed industriale. Infine il progetto di legge interviene sui minimi contributivi, decidendo che i tributi di importo modesto saranno riscossi ogni due o tre anni, al raggiungimento di una soglia minima in grado di giustificare le spese amministrative per la riscossione.