Beta version

Emilia, agricoltura in forte espansione

06/06/2016 | Realtà locali
Siamo di fronte a un’annata positiva, in particolare per l’export

Torna a crescere il valore della produzione agricola regionale (+2%), che nel 2015 ha toccato i 4,2 miliardi di euro, mentre l’export agroalimentare mette a segno addirittura un +6,2% arrivando a quota 5,7 miliardi; bene l’occupazione in campagna che  aumenta per il secondo anno consecutivo (+1,5% per 66.110 occupati, +3,6% l’occupazione dipendente, circa 30% del totale le imprenditrici agricole).  Sono alcuni dei dati che emergono dal Rapporto agroalimentare dell’Emilia-Romagna, promosso da Regione e Unioncamere, presentato a Bologna.

“Siamo di fronte a un’annata positiva, con dati  interessanti, in particolare quello sull’export, che vanno nella direzione giusta, quella di un’agricoltura che punta sulla qualità, l’innovazione, l’internazionalizzazione – ha commentato l’assessore regionale all’agricoltura Simona Caselli – come Regione stiamo lavorando per sostenere, anche attraverso il Psr, le Ocm e i progetti con Governo e Ue, questo processo. Aggregazione, gioco di squadra, integrazione sono fondamentali non solo per competere sui mercati, ma anche per  investire in ricerca e  fare efficaci programmi di promozione”.

“L’Emilia-Romagna è al quinto posto tra le prime 10 regioni europee – ha detto Andrea Zanlari, consigliere di Unioncamere Emilia-Romagna referente per il settore agroalimentare – Sempre più accentuata è la proiezione ai mercati esteri. L’export regionale ha registrato un aumento significativo trainato soprattutto dai mercati extra Ue. L’approccio integrato di promozione e valorizzazione del comparto agro-alimentare emiliano-romagnolo di qualità unito al contesto turistico, continuerà a essere la carta vincente per l’internazionalizzazione delle imprese”.

Export dunque sempre più come fondamentale leva di sviluppo anche a fronte di una sostanziale stabilità dei consumi interni. Il tema è stato al centro della tavola rotonda  “Le imprese di successo sui mercati a maggiore valore aggiunto” che  ha visto  confrontarsi  i rappresentanti di alcuni grandi gruppi dell’agroalimentare emiliano-romagnolo per le  principali filiere: Gianpiero Calzolari (Granarolo), Davide Vernocchi (Apo Conerpo), Renzo Piraccini (Almaverde Bio); Ruenza Santandrea (settore vino Alleanza cooperative agroalimentari), Federico Galloni ( Galloni spa), Cesare Ronchi ( Gruppo Barilla).

Emilia-Romagna prima per diversificazione

Con un valore di 1,3 miliardi di euro, l’Emilia-Romagna è la prima regione in Italia per peso delle  cosiddette attività secondarie e  di supporto che permettono di diversificare e integrare  il reddito agricolo: dal contoterzismo, agli agriturismi; dalla produzione di energia, alla prima lavorazione. E’ una delle novità emerse dal rapporto 2015, illustrato da Roberto Fanfani (Università di Bologna).

Tra i perduranti fattori di criticità l’instabilità e volatilità dei prezzi sui mercati mondiali, con  effetti diretti sul reddito degli agricoltori. A incidere sull’andamento 2015 anche le conseguenze dell’embargo russo e la concorrenza di alcuni Paesi europei,  come la Spagna, per quanto riguarda il sovrapporsi delle produzioni stagionali.

L’andamento dei prezzi è stato negativo in particolare per cereali (eccezione fatta per il mais), mentre hanno recuperato rispetto al 2014 le quotazioni della maggior parte delle produzioni frutticole e orticole. In calo i prezzi di barbabietola e foraggi. Stabili quelli di carni bovine e latte. In discesa uova e carni suine.