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Ecomostro di Ponte Lambro: addio ad un simbolo di degrado

20/07/2012 | Realtà locali
Il monumento allo spreco abbattuto. Era stato costruito per Italia '90. Chi ci si è arricchito? Chi ha beneficiato dei soldi pubblici? I cittadini riconquistano il Lambro.

“Non possiamo che gioire e tributare un giusto riconoscimento all’amministrazione che è riuscita in quella che sembrava una missione impossibile: abbattere l’ecomostro di Italia ‘90, una delle vergogne più panoramiche della città di Milano”.

Legambiente esulta per un esito da troppo tempo rimandato, dopo anni di denunce, che toglierà dalla visuale urbana uno dei momenti più alti del degrado e dell’inutile aggressione al poco verde superstite. “L’abbattimento dell’ecomostro è una pagine felice della storia urbanistica di Milano - dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia - anche se si tratta di un evento di cui avremmo fatto volentieri a meno se solo, nell’Italia che si preparava ad ospitare un grande evento sportivo, si fossero evitate speculazioni immobiliari fuori controllo. Adesso quell’ansa del fiume Lambro, si spera, potrà essere restituita al fiume e alla campagna dei milanesi, attraverso un lavoro di ricostruzione del paesaggio periurbano”.

"Ma l’ecomostro di Ponte Lambro è solo uno, anche se tra i più appariscenti, dei monumenti del superfluo e dello spreco immobiliare eretti a Milano e dintorni negli ultimi decenni. E rischia di non essere nemmeno tra gli ultimi, considerato che il capoluogo meneghino si è avvicinata ad un altro evento mondiale, l’Expo 2015, con le stesse mega-progettazioni di opere spesso inutili e ridondanti. Un esempio è la nuova viabilità in zona Molino Dorino dove sono stati stanziati 200 milioni di euro, tutti soldi pubblici, per realizzare una galleria e un arditissimo viadotto per una nuova strada parallela alla bretella appena realizzata tra Fieramilano e la tangenziale ovest: un’opera tanto imponente quanto sottoutilizzata, per cui francamente non si capisce proprio il bisogno di realizzarne un perfetto duplicato. Eppure, nonostante la nuova strada non presenti alcun accesso al sito Expo, è stata classificata come “essenziale” allo svolgimento di Expo, e generosamente finanziata direttamente dallo Stato. Verrà conclusa o, come per l’albergo dei Mondiali, resterà un’incompleta di cui nessuno sentiva il bisogno? ", continua Di Simine.

All’attuale amministrazione milanese, giustamente orgogliosa dei suoi primi risultati in campo urbanistico, chiediamo di non lasciare l’opera a metà - prosegue Di Simine. “Aver dimezzato le previsioni volumetriche del PGT è stata un’ottima cosa, così come essere riusciti ad abbattere l’ecomostro, ma adesso occorre una seria revisione dei tantissimi progetti urbanistici e degli accordi siglati negli ultimi decenni, perchè Milano continua ad essere minacciata da colate di cemento, anche a Ponte Lambro, a due passi dall’ecomostro, dove le ruspe stanno già scaldando i motori per costruire decine di palazzi su 430mila metri quadrati di una campagna coltivata ininterrottamente dal medioevo ad oggi”.